AIF: NO a liberalizzazione del subappalto senza una oggettiva qualificazione degli operatori economici, SI alla semplificazione e certezza delle regole

“La proposta sulla totale liberalizzazione del subappalto presentata nella bozza del DL Semplificazioni, rappresenta per la realtà costituita da imprese altamente specializzate (cat. SOA OS21 – SIOS), un grosso colpo che lede l’impegno economico, tecnologico e formativo di aziende che hanno voluto e saputo conservare in tutti questi anni….”

Roma 26 maggio 2021 – L’Associazione Imprese Fondazioni esprime profonda preoccupazione riguardo le recenti voci sulla totale liberalizzazione del subappalto anche per le categorie Super-specialistiche a qualificazione obbligatoria (SIOS), che sono apparse nella bozza del DL Semplificazioni, messe in circolazione negli ultimi giorni.

La nostra categoria è contraria alla totale liberalizzazione del subappalto ed in particolare per gli appalti di lavori di importo relativamente contenuto (2-3 milioni) ove la categoria specialistica sia prevalente, il subappalto dovrebbe essere vietato. In particolare per le categorie di lavori ad alto contenuto tecnologico (SIOS), dovrebbe essere obbligatorio che le società valutate in sede di gara realizzino direttamente i lavori per i quali sono state aggiudicatarie in gara e quindi, come anche affermato dall’ANAC stessa, il legislatore dovrebbe mantenere dei limiti” è quanto afferma il Presidente AIF, Antonio Arienti.

Siamo a conoscenza delle note sentenze della Corte Europea e dei recenti pareri espressi dall’AGCM e da ANAC che confermano l’urgente necessità di aggiornare la norma nazionale che regola il subappalto e i suoi limiti” – continua l’Ing. Arienti – “Tuttavia se è vero che può essere eccessivo generalizzare i limiti del subappalto, come oggi prevede la normativa nazionale, è anche vero che l’Europa non ci chiede di liberalizzare totalmente il subappalto altrimenti diventerebbe di fatto una cessione di commessa senza gara (!!), come anche più volte affermato dal Presidente ANAC”.

Nell’ottica di revisione della normativa appalti, AIF conferma la necessità di definire concretamente i requisiti di qualificazione delle imprese, basati su criteri oggettivi come il possesso di attrezzature, la presenza di personale qualificato stabilmente assunto in azienda. Inoltre AIF ribadisce come la possibilità di subappaltare senza limiti un’opera possa altresì nascondere insidie, dal momento che l’opera potrebbe essere completamente realizzata ed eseguita da un soggetto diverso, non dichiarato e non verificato in fase di gara dalla Stazione Appaltante, sulla base di contratti (di subappalto) per nulla aderenti a quelli principali di appalto.

E’ auspicabile – conclude il Presidente Arienti – che le proposte sulla liberalizzazione totale del subappalto presentate nella bozza del decreto legge semplificazioni che accompagneranno il Piano di Resilienza e Resistenza (PNRR), siano ritirare e/o riformulate ragionevolmente da un confronto costruttivo con gli operatori del settore.

AIF_Nota Stampa AIF_Subappalto 26 maggio 2021