PATENTINO macchine complesse: altro importante traguardo per la parità di genere nel settore edile

Sono passati circa 13 anni dal primo protocollo nazionale tra il Formedil e l’AIF per la regolamentazione della formazione degli operatori specializzati alla conduzione delle macchine complesse nel settore delle fondazioni consolidamenti e indagini nel sottosuolo….nel 2020 un nuovo Protocollo di intesa e un segnale importante per la parità di genere nel settore edile…

Sono passati circa 13 anni dal primo protocollo nazionale tra il Formedil e l’AIF per la regolamentazione della formazione degli operatori specializzati alla conduzione delle macchine complesse nel settore delle fondazioni consolidamenti e indagini nel sottosuolo.

Ad oggi oltre 4.000 addetti si sono dotati di un patentino abilitante alla conduzione della macchina attraverso un percorso formativo erogato dal sistema formativo del Formedil a livello territoriale, Scuole Edili/Enti unificati cosi come disciplinato dal Ccnl edile.

Nel 2020 nasce un nuovo unico protocollo di intesa tra Formedil e le Associazioni specialistiche delle fondazioni piccolo e grande diametro AIF e dei pozzi d’acqua ANIPA, che mette insieme le specifiche esigenze, portando ad unità le regole e gli adempimenti per la qualificazione degli operatori del settore.

Il 2020, come noto, si è contraddistinto negativamente dalla pandemia, comportando nuove disposizioni di sicurezza nei cantieri e nuove sfide nel mondo del lavoro e della formazione, però ci ha lasciato un segnale importante per la parità di genere nel settore edile del quale siamo lieti di raccontarvi la storia che vede due giovani donne dell’impresa FLUMAR srl (Borreto RE) la geom. Jessica Bacchi e la dott.ssa Jennifer Bacchi, conseguire con successo presso la Scuola Edile di Reggio Emilia, a fine 2020, il percorso Formativo del Patentino Grande Diametro, previsto dal Protocollo di Intesa AIF-ANIPA-FORMEDIL.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Jennifer Bacchi, di raccontarci da dove è nata la passione per il lavoro che fa, soprattutto in un campo dove notoriamente la presenza maschile è preponderante, se non totalitaria.

 Di cosa si occupa la FLUMAR srl?

FLUMAR si occupa di edilizia infrastrutturale legata ai corsi d’acqua. FLUMAR sta appunto FLUVIO-MARITTIMI, che sono le “locations” dei nostri cantieri. Nello specifico ci occupiamo di argini, ponti, porti, dighe e tutte quelle opere che possono essere associate alla “difesa del suolo”.

Quando è nata la passione per il lavoro che fate?

Flumar è una società a conduzione famigliare. Io e mia sorella Jessica siamo alla quarta generazione. Quindi non c’è un vero e proprio momento in cui è “nata” la passione. Ma siamo nate noi dentro l’azienda e la stiamo portando avanti. Io sono laureata in economia e management, mia sorella è geometra. Ci dividiamo quindi i compiti in base alle competenze personali.

Ottenere l’abilitazione del Patentino macchine complesse è stato un traguardo di un percorso lavorativo faticoso, quali sono le vostre soddisfazioni principali?

Fin da quando eravamo piccoli abbiamo sempre vissuto il cantiere. Nostro padre Mauro ci ha sempre, e da subito, rese partecipi della vita del cantiere e catapultato in questo mondo.

Il nonno Desiderio idem. A tavola si masticava ogni giorno cantieri, macchinari e barche da lavoro.

Era impossibile non assorbire tutto!

Abbiamo iniziato anche presto ad usare le macchine movimento terra: pale ed escavatori. Siamo state precoci anche in quello ad ottenere la relativa abilitazione. Ancora oggi alcuni trasportatori si meravigliano quando ci vedono a bordo delle macchine. È piuttosto divertente vedere le loro espressioni, ma per noi è naturale.

Sto cercando di fare lo stesso con mia figlia e anche mia sorella con la sua bambina. Le portiamo con noi, quando è possibile.

Loro sono curiosissime e si divertono.

Le più grandi soddisfazioni le abbiamo quando le varie DL e i RUP ci riconoscono le nostre effettive capacità, ammettendo le loro scarse aspettative al primo impatto. Il risultato premia sempre!

Sicuramente sapete di essere tra le poche donne in Italia a lavorare nel settore delle costruzioni ed in particolare probabilmente le uniche ad aver ottenuto l’abilitazione per il Patentino operatori macchine complesse. Cosa potreste suggerire ad altre donne, se volessero entrare nel settore o a quelle che ritengono che il settore non sia adeguato per le donne? Come le incentivereste in questa professione?

L’ottenimento del patentino da perforatore è stato un bellissimo traguardo personale. Ritengo che sia un mestiere adatto a tutti: uomini e donne. In generale non credo che ci siano settori adatti o non adatti alle donne. Sta tutto nella volontà personale e nel mettersi in gioco. L’esempio della Cristoforetti nello spazio è uno dei tanti.

 

www.formedil.it  “Anche le donne operatrici di macchine complesse”

www.womencanbuild.eu

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21 Febbraio 2020