ANAC su decreto sblocca cantieri

ANAC ha pubblicato sul proprio portale un documento di posizione in merito al decreto sblocca cantieri…molte le criticità segnalate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione…

Nella prospettiva di un’eventuale segnalazione a Governo e Parlamento sulle possibili criticità contenute nel D.L. 32/19 (cd. Sblocca cantieri), l’Autorità nazionale anticorruzione ha istituito un gruppo di lavoro, formato da dirigenti e funzionari, a cui ha richiesto di effettuare un primo approfondimento sulle principali novità introdotte dal decreto. Il documento è pubblicato a meri fini conoscitivi.
Tali prime valutazioni di impatto sul sistema degli appalti pubblici esaminano alcuni degli aspetti dell’attuale Codice modificati dal decreto.
In particolare: linee guida e nuovo Regolamento attuativo, appalti sotto-soglia, motivi di esclusione, trasparenza, qualità e controlli, subappalto, progettazione, centrali di committenza e qualificazione delle stazioni appaltanti, commissari straordinari.

ANAC ribadisce che la previsione in merito all’adozione del Regolamento entro 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge Sblocca cantieri, unitamente al fatto che nel regime transitorio le Linee guida già adottate “rimangono in vigore o restano efficaci fino alla data di entrata in vigore del regolamento”, determina un quadro normativo confuso e poco chiaro, con evidenti difficoltà applicative delle disposizioni del Codice appalti e delle linee guida da parte degli operatori del settore, vanificando di fatto le finalità di semplificazione e speditezza dell’azione amministrativa in tale settore, perseguite con il decreto legge in esame, soprattutto per il rischio di contenzioso che ne può derivare.

Sulla qualificazione delle imprese (pag. 17-19 doc. ANAC) e l’innalzamento da 10 a 15 anni del periodo documentabile attraverso SOA, ANAC ritiene che la norma rischia di aprire il mercato ad imprese non in possesso delle competenze tecniche più aggiornate o addirittura non attive, con conseguente alterazione della concorrenza, affermando invece che , l’obiettivo di sostenere le imprese che hanno difficoltà nell’attestazione di lavori per gli importi previsti a legislazione vigente può essere diversamente perseguito tramite la promozione dell’utilizzo di strumenti già esistenti che consentono l’aggregazione delle imprese, con conseguente possibilità di cumulo dei requisiti, sia nel solo momento di accesso alla gara sia, a monte, con riferimento all’attività di qualificazione della specifica impresa.

Si evidenzia l’interessante posizione espressa da ANAC sul subappalto (pag. 19-21 doc. allegato), contraria all’innalzamento del limite subappaltabile, non solo per le note problematiche sul rischio di infiltrazioni criminali, ma anche per il fatto che una diminuzione dei poteri delle amministrazioni aggiudicatrici nei confronti del subappalto (assenza di controlli in gara; assenza di controlli circa i rapporti tra subappaltatore ed altri concorrenti ed assenza di correlate regole) non è compatibile con un incremento dei margini di subappaltabilità della prestazione e ciò proprio alla luce del diritto europeo (riprendendo quindi anche l’ultima sentenza della corte Europea).

Tra le altre osservazioni di ANAC viene evidenziato il fatto che con le modifiche dello Sblocca cantieri “si rende subappaltabile, di fatto, una consistente fetta dell’esecuzione (superiore alla metà del valore dell’appalto). Ciò per effetto della somma, allo stato possibile, tra il limite generale (innalzato al 50%) e l’ulteriore 30% che se relativo ad opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, non è computato ai fini del raggiungimento del limite generale.”

ANAC inoltre è favorevole alla reintroduzione del divieto dell’affidamento in subappalto al concorrente che abbia partecipato alla gara.

Si rimanda per un approfondimento al documento ANAC.

Link diretto FONTE ANAC