Sblocca cantieri: AIF per la qualificazione imprese e subappalto

In attesa di capire cosa succederà al Codice Appalti in sede di conversione in legge dello Sblocca Cantieri AIF si è schierata contro l’aumento della quota dei lavori subappaltabili dal 30% al 50%…
AIF è contraria all’aumento della quota dei lavori in subappalto dal 30% al 50 % perché fino a quando il legislatore non regolerà oggettivamente la qualificazione delle imprese in termini di mezzi, personale qualificato e esperienza sul campo, c’è il rischio effettivo che le infiltrazioni criminali e l’affidamento dei lavori ad imprese non sufficientemente strutturate determinino la realizzazione di opere pubbliche strategiche a discapito della sicurezza e della qualità (es. ponti, gallerie).

In merito all’ipotesi, che sta circolando in queste ore, di individuare una via intermedia (al 40%), l’Associazione ritiene possa essere condivisibile, trovandosi anche d’accordo con la previsione di dare discrezionalità alle Stazioni Appaltanti, consentendo loro di decidere se e in che proporzione può essere subappaltata l’opera.

L’Associazione Imprese Fondazioni ribadisce inoltre che le lavorazioni ex art. 89, comma 11 del Codice dei Contratti, c.d. “superspecialistiche”, ed in particolare la #OS21, non siano subappaltabili oltre quanto già oggi previsto.

La percentuale del 30 %, prevista per le SIOS, a nostro avviso dovrebbe invece essere ulteriormente ridotta, proprio in ragione del notevole contenuto tecnologico e della rilevane complessità tecnica di queste lavorazioni.