Osservazioni AIF su decreto Sblocca cantieri

Riportiamo alcune osservazioni AIF trasmesse alla Commissioni del Senato riunite per l’analisi del decreto Sblocca cantieri…

L’AIF (Associazione Imprese Fondazioni), in rappresentanza delle principali imprese specialistiche italiane dei lavori del sottosuolo (fondazioni – consolidamenti) Cat. SOA OS21, porta all’evidenza delle Commissioni riunite Lavori pubblici (8°) e Territorio (13°) del Senato della Repubblica alcune importanti osservazioni sul tema in oggetto, che auspichiamo possano essere recepite.

Riteniamo che semplificare la normativa degli Appalti pubblici sia necessario, a patto che il termine semplificazione sia sinonimo di miglioramento delle procedure con lo scopo di agevolare una ripresa effettiva del settore degli appalti pubblici, senza però deregolamentare una materia di estrema importanza e delicatezza per lo sviluppo del Paese.

Condividiamo pertanto, quanto più volte ribadito anche da ANAC, relativamente al fatto che il tema dei cantieri bloccati, non sia certo un problema attribuibile esclusivamente dall’attuale Codice degli appalti. Molti lavori pubblici infatti si bloccano per ragioni che poco hanno a che vedere con il Codice in sé (contenzioso amministrativo, problemi burocratici successivi alla fase di aggiudicazione, difficoltà economiche delle imprese che talvolta falliscono, assenza di fondi, etc.).

Subappalto

Per quanto la previsione attuale del limite al subappalto (limite 30 % introdotto dalla Legge antimafia) sia una scelta restrittiva rispetto alle indicazioni dell’Europa, non possiamo trascurare come nel nostro Paese permanga un effettivo rischio di fenomeni di corruzione, esistendo molteplici esempi di come il ricorso al subappalto indiscriminato abbia alimentato la realizzazione di opere di scarsa qualità ed il proliferare di infiltrazioni malavitose.

Allo stato attuale siamo pertanto contrari all’innalzamento del limite, in quanto non favorirebbe né l’aggregazione di imprese né lo sblocco di cantieri. L’incremento della quota subappaltabile dovrebbe essere anticipato da una sostanziale revisione del sistema di certificazione (SOA), fino alla verifica oggettiva dei requisiti di capacità ed esperienza per lavori realmente eseguiti (e non fatti eseguire in subappalto).
Il subappalto per le imprese super-specialistiche (SIOS), tra cui la OS21 è una tematica delicatissima proprio in riferimento al limite del 30%, perché per quanto è ammissibile che vi siano lavorazioni accessorie che non sono nella capacità tecnica dell’impresa appaltatrice, tuttavia i lavori ad alto contenuto tecnologico devono essere svolti da chi dispone di risorse ed esperienza diretta.

È fondamentale pertanto che la modifica dei limiti del subappalto dell’art. 105 mantenga salvo il comma 5, che stabilisce che per le opere super-specialistiche (SIOS) l’eventuale subappalto non superi mai il 30%.

Auspichiamo pertanto che la quota subappaltabile riferita alle opere super-specialistiche venga sottratta alla scelta discrezionale dell’ente appaltante di concedere il subappalto fino al 50%, rimanendo pertanto vincolante il limite del 30% per le cosiddette SIOS.

Tra i molteplici aspetti da valutare sul subappalto vi anche è quello relativo ai rapporti tra appaltatore e subappaltatore.
Riteniamo fondamentale che la previsione del pagamento diretto rimanga sempre a richiesta del subappaltatore.

Al fine di evitare che il subappaltatore continui a scontare il comportamento e le condizioni imposte dall’impresa principale, sarebbe quindi fondamentale introdurre un “Contratto tipo” del subappalto, che possa normare legalmente questo tipo di rapporto, che attualmente rimane totalmente soggetto ad accordi di tipo privatistico tra appaltatore e subappaltatore, senza alcun vincolante legame o vincolo alle principali condizioni del contratto di appalto.

Qualificazione degli Operatori Economici

Riteniamo che sia prioritario qualificare meglio chi lavora nel settore pubblico e proprio perché il subappalto è l’anello debole della catena e può essere soggetto alle infiltrazioni malavitose, ribadiamo che la qualificazione debba essere basata sulle reali capacità dell’impresa espresse in termini di attrezzature, qualificazione del personale e know how (Art. 83, comma 2 del Codice).
Tra gli aspetti da prendere in seria considerazione evidenziamo la necessità e l’importanza dei requisiti di qualificazione specifici per le lavorazioni c.d. Superspecialistiche (art. 89, comma 11 Codice);

È inoltre necessario una volta per tutte confermare definitivamente il divieto dell’uso dei lavori subappaltati da parte dell’appaltatore per qualificarsi in attività che non ha realmente svolto (art. 105, comma 22 Codice); quindi rimane prioritario il rilascio dei certificati di esecuzione dei lavori solo a chi ha svolto l’opera.

Applicazione contratto nazionale lavoro

Evidenziamo la distorsione che si verifica sovente in grandi appalti dove si vedono applicati contratti di vario genere che creano oltre ad una disparità di trattamento, anche una concorrenza sleale ed un dumping contrattuale non accettabile dalla categoria.

Appalto Integrato

Siamo favorevoli al ritorno all’appalto integrato a partire dal progetto definitivo, per dare la possibilità alle imprese di proporre qualcosa di innovativo prestandosi maggiormente a quelle situazioni in cui bisogna valutare delle migliorie ad un’opera. È necessario inoltre concedere alle stazioni appaltanti la possibilità di utilizzare tale forma in maniera più snella.

Riguardo le imprese in crisi riteniamo inaccettabile assistere a cessioni di contratto attraverso imprese in disfacimento. Occorre intervenire e trovare una soluzione.

Terna subappaltatori

Se da una parte questa modifica soddisfa le direttive comunitarie, e semplifica senza dubbio la vita alle imprese in fase di gara, è altrettanto vero che l’individuazione “preventiva”, in fase di gara appunto, dei potenziali subappaltatori, dava supporto agli imprenditori a fronte delle possibili pressioni (non sempre trasparenti) per intervenire nella gestione dei lavori tramite appunto subappalti opachi.
Nell’ambito della disciplina relativa agli appalti pubblici proponiamo di rendere facoltativa l’indicazione della terna dei subappaltatori rimettendo la scelta in capo alle stazioni appaltanti.

In conclusione, ciò che vogliamo evidenziare in questa breve nota è che alcune delle nuove modifiche introdotte dal decreto in oggetto (innalzamento dei limiti subappalto senza qualificazione effettiva delle imprese), non contribuiranno affatto a sbloccare cantieri, mentre riapriranno sicuramente fronti di opacità e di malaffare che in qualche modo il Codice precedente aveva provato ad interrompere.
Tanto meno tali modifiche miglioreranno la qualità delle imprese che verranno chiamate nei cantieri a realizzare i lavori.

L’Associazione Imprese Fondazioni rimane disponibile ad approfondire e condividere le tematiche in oggetto.