Decreto Sblocca cantieri in Gazzetta Ufficiale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in seconda deliberazione, il Decreto Sblocca Cantieri. Sulla G.U. n.92 del 18 aprile 2019 è stato pubblicato il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”  .

Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla G.U.R.I, ossia, a decorrere dal 19 aprile 2019. Pertanto, si applica alle procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati successivamente a tale data, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare offerta.
Il provvedimento è stato già trasmesso al Senato per l’avvio dell’iter di conversione in legge, che andrà ultimato entro i prossimi 60 giorni (ossia entro il 17 giugno p.v.).
Il testo risulta significativamente modificato rispetto alla versione approvata il 20 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri, con la formula “salvo intese”

Il testo semplifica le procedure di gara e di aggiudicazione degli appalti.

Tra le principali novità vi sono:

  • l’istituzione di un regolamento unico all’interno del quale verranno riuniti una serie di provvedimenti attuativi del Codice dei contratti;
  • la riduzione degli oneri informativi a carico delle amministrazioni;
    la possibilità di affidare gli interventi di manutenzione sulla base del progetto definitivo;
  • la semplificazione e la velocizzazione delle procedure di aggiudicazione per appalti di importo inferiore alle soglie previste a livello comunitario, con la reintroduzione della preferenza del criterio del minor prezzo;
  • la possibilità, per le stazioni appaltanti, in caso di indisponibilità di esperti iscritti nell’albo tenuto dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), di nominare la commissione di gara anche solo parzialmente;
  • lo sblocco della realizzazione di alcune opere pubbliche ritenute strategiche, prevedendo la nomina di commissari straordinari o l’esercizio di poteri sostitutivi.

Sul subappalto sono state introdotte modifiche agli articoli 105 e 174 del Codice dei contratti:

  • è previsto l’utilizzo del subappalto fino alla quota del 50% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture;
  • viene eliminato l’obbligo di indicare la terna di nominativi di subappaltatori;
  • viene eliminato l’obbligo per l’offerente di dimostrare l’assenza, in capo ai subappaltatori, di motivi di esclusione;
  • è previsto che il contraente generale provveda a sostituire i subappaltatori relativamente ai quali apposita verifica abbia dimostrato la sussistenza dei motivi di esclusione.

In merito al comma 13 dell’art. 105 riguardante la richiesta di pagamento diretto del subappaltatore viene eliminato al comma c “se la natura del contratto lo consente”.

In attesa di approfondire ulteriormente le novità normative conseguenti al Decreto Sblocca cantieri, riportiamo uno spunto di riflessione AIF proprio sul subappalto e i sui limiti, che ci auguriamo possiate condividere.

Il subappalto è un contratto con il quale l’appaltatore, incaricato dal committente di realizzare un’opera o un servizio, affida ad altro soggetto il compimento degli stessi lavori.

Il codice civile dice che, di solito, il subappalto è vietato, a meno che il committente non abbia prestato il proprio consenso. L’appaltatore non può delegare i lavori a un altro imprenditore se non è autorizzato dal committente.

Ma l’errore sta a monte: negli ultimi anni numerose imprese hanno beneficiato del lavoro svolto dai subappaltatori per ottenere la qualificazione per alcune categorie, in particolare quelle specialistiche, senza possedere i reali requisiti che erano propri delle imprese che i lavori li hanno eseguiti.

Ecco perché il dibattito sul subappalto è così aspro ed esteso: la possibilità di subappaltare senza limiti consentirebbe alle imprese non dotate di reali requisiti, di acquisire comunque appalti, per poi farli realizzare ad altro soggetto.

La riduzione dei limiti al subappalto è accettabile esclusivamente a fronte dell’introduzione di adeguate modalità di verifica dei requisiti, delle capacità e della reputazione delle imprese