Terre e rocce da scavo: firmato il nuovo decreto

image_pdfimage_print

Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto contenente il nuovo regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo, in attuazione dell’art. 8 del d.l. 133/2014.

Oltre 2 anni dalla scadenza del termine per la delega attribuita al Governo, il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni e solo dopo questo ulteriore passo entrerà in vigore, abrogando, tra l’altro, il d.m. 161/2012 e l’art. 41 bis del d.l. 69/2013.

Terre da scavo: il decreto incasso l’ok del Quirinale e viaggia verso la gazzetta

Edilizia & Territorio 19 giugno 2017

“Tutte le norme sulle terre da scavo saranno riorganizzate in un unico regolamento: ci saranno regole semplificate per i cantieri sotto i 6mila metri cubi, tempi certi di risposta per le amministrazioni che hanno il compito di fare le analisi, deregolamentazioni per la fase di trasporto dei materiali, aggiustamenti per gli inerti, chiarimenti di tutte le definizioni. Con una correzione da segnalare. Rispetto alla prima versione del testo, infatti, è stata cancellata una norma della fase transitoria che, secondo il Quirinale, portava il rischio di una vera e propria sanatoria per i cantieri abbandonati.

Le novità più importanti arrivano sul fronte delle procedure. Viene chiarita la regolamentazione dei depositi intermedi dei materiali. Viene eliminato l’obbligo di comunicazione preventiva all’autorità competente di ogni trasporto che riguardi terre e rocce da scavo, anche nei cantieri di grandi dimensioni. E viene introdotta una modalità più rapida per attestare che le terre e rocce da scavo dei grandi cantieri soddisfino i requisiti stabiliti per essere classificate come sottoprodotti e, quindi, essere reimpiegate. Il meccanismo è simile alla Scia: il proponente deposita il piano di utilizzo delle terre all’autorità competente e, poi, dopo 90 giorni, può avviare la gestione dello smarino, senza attendere un’approvazione preventiva. Il piano di utilizzo delle terre, poi, potrà essere sottoposto a modifiche in maniera più veloce rispetto al passato e potrà essere prorogato. Le Arpa, poi, dovranno effettuare le loro verifiche in tempi certi. Senza dimenticare le aree sottoposte a bonifica: anche per loro vengono riviste le procedure.

Sul fronte dei piccoli cantieri, invece, ci saranno regole semplificate che, nei fatti, confermano quello che già oggi viene previsto dall’articolo 41 bis del Dl n. 69/2013: sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva per avviare l’apertura dei cantieri, “almeno quindici giorni prima dell’inizio dei lavori di scavo”. In questo caso la novità più importante sta nelle definizioni: sono considerati di piccole dimensioni, in maniera chiara, tutti i cantieri che non superano i 6mila metri cubi totali.

Viene, così, creata anche una classe intermedia: quella dei cantieri di grandi dimensioni (sopra i 6mila metri cubi) non sottoposti a Via e Aia. Anche per loro sarà sufficiente predisporre una dichiarazione sostitutiva.”

Tratto da Edilizia & Territorio 19 giugno 2017