Comunicato Stampa AIF

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Confermare il limite del 30% del subappalto sull’importo complessivo dei lavori e scongiurare la totale liberalizzazione del subappalto è quanto chiede l’Associazione Imprese Fondazioni sulla Bozza di Correttivo al nuovo CODICE DEGLI APPALTI.

ROMA 21 Febbraio 2017 – Il testo in bozza del decreto correttivo del Codice Appalti che sta circolando in questi giorni modifica in maniera inaspettata, peggiorandolo, il nuovo approccio alla regolazione del mercato che il D.lgs. n 50/2016 ha introdotto nell’aprile dello scorso anno.

“Le scelte messe in atto con la nuova riforma del Codice Appalti avevano segnato un grande passo in avanti. In particolare il mancato richiamo alla categoria scorporabile e alla categoria prevalente e la opportuna limitazione introdotta all’istituto del subappalto aveva delineato finalmente il superamento della contrapposizione tra categoria prevalente e subappaltatori, riconoscendo a questi ultimi il giusto ruolo rappresentato nel mercato dei lavori pubblici” puntualizza Antonio Arienti, Presidente AIF.

“AIF, Associazione Nazionale che raggruppa le principali imprese operanti nei lavori specialistici del sottosuolo (Cat. SOA OS21), ribadisce – per voce dell’Ing. Arienti – la propria contrarietà alla reintroduzione del limite del 30% del subappalto alla sola categoria prevalente, in quanto oltre al fatto di ripristinare le condizioni presenti nel vecchio Codice, non si comprende come la modifica presente sulla bozza di decreto possa contribuire alla effettiva ripresa del mercato dei lavori pubblici, se questo fosse l’obiettivo principale del Correttivo in oggetto.”

“Inoltre la reintroduzione nel correttivo delle definizioni di categoria prevalente e di categoria scorporabile pare voler modificare l’articolo sul subappalto, permettendo di subappaltare il 100% di tutto ciò che non è categoria prevalente e quindi dare man forte al subappalto illimitato per la categoria scorporabile e favorendo situazioni critiche ai limiti della legalità!”

AIF porta inoltre all’attenzione delle Istituzioni e del Legislatore anche quanto le modifiche apportate all’art. 80, dedicato alle cause di esclusione, siano volte a ripristinare la situazione previgente nel vecchio Codice, con la previsione della sostituzione del subaffidatario in caso di carenza di “requisiti morali”.

La versione in vigore nel d.lgs. 50/2016, per quanto più drastica, puntualizza il Presidente di AIF Arienti, ha sicuramente l’intento di richiedere agli Appaltatori una particolare attenzione alla qualità dei fornitori da coinvolgere.

Conclude l’Ing. Arienti, “AIF auspica che le Commissioni Parlamentari, ANAC e tutte le Istituzioni preposte al Correttivo del Codice Appalti possano comprendere quanto tali modifiche non gioverebbero al mercato dei lavori pubblici, anzi favorirebbero situazioni fortemente critiche, già viste in passato, e pericolose per le note problematiche delle infiltrazioni malavitose, laddove siano confermate le intenzioni di liberalizzare eccessivamente il subappalto.”

COMUNICATO STAMPA AIF_Correttivo Codice appalti_subappalto_21_2_2017