Nasce la FIAS per tutelare le imprese specialistiche

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Nel contesto generale di crisi le società specialistiche sono più a rischio di altre, e la costituzione di un nuovo organismo deve essere letto in modo positivo e propositivo…

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www.fiasfederazione.it

rappresenta più di 300 imprese specialistiche che operano nel sottosuolo

L’OBIETTIVO di FIAS  è quello di garantire:

una concreta rappresentatività delle imprese qualificate

e di ottenere:

il giusto riconoscimento della PROFESSIONALITA’

 Le Associazioni di categoria rappresentate in FIAS sono:

AIF-ANISIG-ANIPA

Principi programmatici

  • Tutelare le imprese specialistiche soggette a particolari e continui investimenti sia in attrezzature che in personale
  • Introdurre nel sistema di qualificazione vigente quelle modifiche necessarie a garantire una selezione basata:
    1. sul reale possesso delle specifiche attrezzature;
    2. sulla presenza nell’organico di personale specializzato in possesso dei necessari attestati di professionalità;
  • Eliminare la piaga del subappalto generalizzato (e ben oltre i limiti consentiti dalla vigente normativa);
  • Premiare il lavoro a discapito della mera intermediazione finanziaria con le conseguenti positive ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori e sulla limitazione delle infiltrazioni della criminalità organizzata

 


L e imprese specialistiche dell’edilizia fanno gruppo per difendere le proprie professionalità e per respingere la crisi.

Ha debuttato a Piacenza in occasione del Geofluid 2012 la Fias, la Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche.

Durante il convegno «Il ruolo dell’impresa specializzata nello sviluppo delle infrastrutture – Costruiamo la Federazione delle associazioni di impresa che operano nel sottosuolo», è stato ufficializzato il confronto e la collaborazione tra le tre associazioni che hanno dato via alla Fias , con la partecipazione di Anisig, rappresentata dal presidente Mauro Buzio, Aif, Massimo Poggio, e Anipa, Claudio Guareschi.

Le finalità della Fias sono quelle di tutelare le imprese specialistiche che, per mantenere le loro caratteristiche, sono soggette a particolari e continui investimenti sia in attrezzature che in personale e conseguentemente in questo momento di difficoltà economica sono più a rischio delle altre; introdurre nel sistema di qualificazioni quelle modifiche necessarie a garantire una selezione basata sul reale possesso delle specifiche attrezzature e sulla presenza nell’organico di personale specializzato in possesso dei necessari attestati di professionalità; eliminare la piaga del subappalto generalizzato e ben oltre i limiti consentiti dalla vigente normativa; premiare il lavoro a discapito della mera intermediazione finanziaria con le conseguenti positive ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori e sulla limitazione delle infiltrazioni della criminalità organizzata.

La Fias rappresenterà almeno 300 imprese, nelle quali operano 5.000 lavoratori, per un fatturato complessivo di quasi 1 miliardo di euro.

Le associazioni e la federazione avranno uffici in comune a Roma, per favorire l’integrazione e i rapporti tra gli operatori che lavorano all’interno delle tre strutture.

Il nuovo presidente della Fias è Massimo Poggio, che attualmente guida l’ Aif.

«La Federazione – afferma Poggio – si propone di diventare nei prossimi mesi un interlocutore unico e forte delle istanze delle rispettive associazioni nei confronti delle istituzioni e del mondo esterno. Come primo atto per promuovere le istanze delle nostre imprese, chiederemo di essere ascoltati in audizione alla Commissione Lavori Pubblici della Camera. Nel contesto generale di crisi, infatti, le imprese specialistiche sono più a rischio di altre, e la costituzione di un nuovo organismo che aggrega le imprese che operano nel sottosuolo deve essere letto in modo assolutamente positivo e propositivo. L’obiettivo è sostanzialmente quello di dare voce e rappresentatività diretta ad una serie di istanze evitando che al legislatore pervengano elementi di valutazione non corrispondenti alla realtà, alimentando facili quanto faziosi tentativi di far apparire la difesa della professionalità e della capacità operativa come un freno alla libera concorrenza. L’idea della Federazione ha suscitato in ognuna delle associazioni un forte entusiasmo ed una significativa voglia di rappresentatività».

Tratto da Edilizia e Territorio 5 ottobre 2012

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