APPALTI: aumenta il divario tra Stato e Regioni

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APPALTI: aumenta il divario tra Stato e Regioni

Il Governo ha deciso di contestare di fronte alla Corte Costituzionale alcuni punti della legge Regionale sarda (5/2007).L’esecutivo ha preso una posizione netta e decisa riguardo le materie indicate nell’art.4 comma 3 del Codice dei Contratti Pubblici, che rientrano nella competenza esclusiva dello Stato e sono anche «espressione di riforma economico-sociale» e in quanto tali, secondo quanto ha chiarito la Corte costituzionale (sentenza 51/2006), «potranno continuare a imporsi al rispetto delle Regioni speciali».
Questo vuol dire che tutte le norme su: qualificazione, procedure di affidamento, criteri di aggiudicazione, subappalto, poteri di vigilanza sul mercato, progettazione, piani di sicurezza, stipula, esecuzione del contratto, direzione lavori, collaudo e contenzioso sono di esclusivo appannaggio dello Stato e neanche le Regioni autonome possono ovviare a tale regola.Inoltre se questa tesi venisse confermata anche dalla Corte Costituzionale – magari già nella sentenza sui ricorsi delle Regioni contro il Codice appalti attesa entro l’anno, è ovvio che gli spazi di intervento per una legislazione regionale sugli appalti pubblici sarebbero di fatto azzerati.

Il Governo punta a difendere senza eccezioni il principio dell`unitarieta` della disciplina per evitare disparità di trattamento delle imprese che operano sul territorio con conseguenti effetti distorsivi del sistema.Per ulteriori informazioni consultare www.ance.it

Articolo n 4616