Applicazioni discontinue per le leggi regionali sugli Appalti

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Applicazioni discontinue per le leggi regionali sugli Appalti

È dal luglio del 2006, data di entrata in vigore del Codice dei contratti di lavori, servizi e forniture, che tra Stato e Regioni esistono divergenze per stabilire l’esatto confine delle competenze in materia. Tra poco più di un mese è prevista la sentenza della Corte Costituzionale che chiarirà la situazione; intanto per le diverse amministrazioni locali c’è incertezza tra le disposizioni regionali e il Codice dei Contratti pubblici servizi e forniture.
Le leggi regionali impugnate dal Governo sono quelle di Sardegna (5/2007), del Veneto (17/2007), della Toscana (38/2007).
In Sardegna, le stazioni appaltanti, nelle nuove gare, si sono subito allineate alla legge regionale in vigore dal 10 ottobre, ma hanno bloccato la finanza di progetto perché la legge sarda concede ancora al promotore una prelazione (eliminato dal Dlgs 163/2006), per la quale il Paese è finito sotto accusa a Bruxelles.In Veneto le stazioni appaltanti si muovono in ordine sparso, nonostante l’invito dell’assessorato ad applicare le disposizioni locali (legge n. 17/2007) anche per le parti in contrasto con il Codice appalti. Il caso più eclatante è quello di Veneto Strade, l’azienda regionale al 100% che si occupa della costruzione e manutenzione della rete viaria. Veneto Strade continua ad applicare il Codice dei Contratti per tutte le gare sotto la soglia europea. Si comportano così anche il Comune di Venezia e quello di Verona e l’AIM Acqua di Vicenza. Ance Veneto, intanto, sostiene che negli appalti “sotto soglia“ siano anacronistiche regole uguali per tutta Italia alla luce delle peculiarità di ogni area.Anche in Toscana, la ribellione alla legge regionale 38/2007 parte da un ente sanitario della stessa Regione: l’azienda ospedaliero-universitaria Gareggi, la più grande della Toscana, ha pubblicato una gara d’appalto per la ristrutturazione del reparto endoscopia del «Nuovo San Luca» (importo 623mila euro), che prevede il subappalto del 30% per i lavori appartenenti alla categoria prevalente OG11, in contrasto con le norme locali che limitano il subappalto alle attività specializzate. Sul fronte opposto il Comune di San Miniato (Pisa), che ha mandato in gara la realizzazione di una cassa di espansione da 3 milioni, inserendo tutti i lavori nella categoria prevalente OG8 (anche se alcuni potrebbero configurare attività specializzate) e vietando così, del tutto, il subappalto.Tratto da il Sole 24 Ore Valeria Uva -12/11/2007