Norme tecniche: firmato il decreto che dà il via al nuovo T.U.

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Norme tecniche: firmato il decreto che dà il via al nuovo T.U.

Anche se è in arrivo in «Gazzetta Ufficiale» l`ultima versione delle norme tecniche per le costruzioni, il caos interpretativo sulla disciplina di riferimento in materia di progettazione è tutt’altro che un ricordo. Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha firmato il decreto contenente il nuovo Testo unico «Norme tecniche per le costruzioni»lo scorso 10 gennaio, inviandolo subito dopo al ministero degli Interni e della protezione civile affinché perfezionino con la firma il concerto.Ma il Testo unico entrerà in vigore solo 30 giorni dopo la pubblicazione, come previsto dal provvedimento stesso, lasciando per almeno altri due mesi il settore delle costruzioni a rischio paralisi. Dal primo gennaio, scaduto il periodo transitorio, in cui le norme del 2005 erano solo facoltative, non c’è più nessuna certezza sulla normativa di riferimento. Per questo Regioni, professionisti e costruttori si sono rivolti al Governo affinché  indicasse espressamente la normativa da seguire. Di fronte a questa mobilitazione, Di Pietro ha accelerato i tempi per la pubblicazione in «Gazzetta» del nuovo testo «che costituisce la sintesi più esaustiva tra vecchia e nuova normativa in materia» e quindi «consentirà di superare definitivamente le criticità rappresentate ed evidenziate negli ultimi giorni da enti locali e operatori del settore», ha detto il Ministro.Ma appunto il Testo unico non sarà operativo subito. Intanto il 31 dicembre è scaduta la fase transitoria di applicazione del Dm 2005 «Norme tecniche per le costruzioni», e quindi, in base a un’interpretazione letterale, il testo è in vigore. Contestualmente, il decreto mille proroghe ha introdotto un nuovo meccanismo a doppio binario per la sperimentazione di ogni revisione generale delle norme tecniche per le costruzioni: la normativa nuova è obbligatoria per gli edifici di interesse strategico e le opere infrastrutturali con funzionalità antisismiche (decreto protezione civile 21 marzo 2003); la normativa precedente può sempre essere utilizzata per l’edilizia privata. I poco chiari rinvii normativi contenuti nell’articolo 20 hanno originato diverse interpretazioni su cosa si debba intendere per normativa precedente.  Consiglio nazionale ingegneri e Oice sostengono che il «milleproroghe» abbia prolungato di altri 18 mesi la fase transitoria del Dm del 2005, e che quindi sia ancora possibile, continuare ad applicare la normativa del 1996 in alternativa a quella del 2005 (circolare Cni n. 131/1008 e nota Ance n. 2. del 7 gennaio 2008). Regioni e Oice temono che attualmente sia in vigore esclusivamente il Dm 2005 perchè il Dl milleproroghe si riferirebbe solo alle revisioni future e, quindi, hanno chiesto al Governo di riformulare l’articolo 20 del decreto in sede di conversione del decreto legge, sancendo «inequivocabilmente la proroga dell`applicazione del Dm 1996 per la durata di 18 mesi», si legge un una lettera che l`Umbria ha inviato a Di Pietro. Dal canto suo, l’Oice ha lanciato un allarme: «Tutte le gare affidate dal primo gennaio potrebbero fermarsi».

In realtà, le nuove norme tecniche sarebbero dovute andare in «Gazzetta» prima della fine dell`anno, ma proprio a pochi giorni dalla firma del ministro, l’Austria ha avviato una procedura d`informazione ai sensi della direttiva 98/34/CE nei confronti del decreto, bloccando per tre mesi il testo. Il Ministero è riuscito ad aggirare lo stop stralciando dal Tu le parti delle nuove norme tecniche oggetto di osservazioni, cioè i paragrafi sul legno. Questi resteranno congelati sino a quando non si troverà un compromesso con l`Austria, secondo cui la nuova normativa inasprisce eccessivamente la burocrazia e appesantisce troppo le spese amministrative (osservazione CE/2007/513). La posta in gioco nella partita con l’Austria è alta: il 60% del legno austriaco è acquistato dall`Italia.

(FONTE Il Sole 24 Ore Azzurra Pacces – 14/01/2008)