Esclusione delle imprese che hanno ottenuto l’attestazione SOA con certificati non veritieri

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Esclusione delle imprese che hanno ottenuto l’attestazione SOA con certificati non veritieri

 

Estratto Nota ANCE 15/02/2008 (n 542)

 

La Gazzetta ufficiale  n. 33 dell’11 febbraio 2008 pubblica il decreto 21 dicembre 2007, n. 272, del Ministero delle infrastrutture relativo al “Regolamento recante norme per l’individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA dal 1° marzo 2000 alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ( 1° luglio 2006).”

 

L’articolo 253, comma 21, del D. Lgs. n. 163/2006  prevede che un decreto del Ministero delle infrastrutture individui criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati attestanti la esecuzione di lavori pubblici e delle fatture comprovanti l’esecuzione di  lavori privati,  utilizzati dalle imprese ai fini del conseguimento delle attestazioni SOA rilasciate prima dell’entrata in  vigore del D. Lgs. n. 163/2006.

 

  • Art1: prevede che il  Ministero  delle  infrastrutture e l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture verifichino, secondo i criteri, le modalità  e  le  procedure  stabilite  dal Regolamento stesso:
    o i certificati di lavori pubblici e privati, rilasciati prima dell’entrata  in vigore del DPR n. 34/2000
    o i certificati di lavori pubblici e le fatture presentati dalle imprese ai sensi del DPR n. 34/2000 qualora gli stessi siano stati utilizzati per conseguire l’attestazione SOA dal 1° marzo 2000 al 1° luglio 2006 (entrata in vigore del D. Lgs. n. 163/2006)
  • Art 2: adempimenti Autorità e SOA. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del Regolamento di cui al DM 272/2007 (26 febbraio 2008), l’Autorità dovrà approvare, e comunicare simultaneamente alle SOA, il modello informatico da utilizzare per trasmettere al proprio Osservatorio i dati relativi a certificati e fatture, modello che provvederà a pubblicare sul proprio sito.
  • Art 3: sanzioni pecuniarie ed interdittive, che saranno adottate nei confronti delle SOA, qualora queste, senza giustificato motivo, non trasmettano in tutto o in parte, i dati relativi a certificati e fatture, nei modi e nei tempi previsti, ovvero trasmettano dati non veritieri.
  • Art 4: prevede gli adempimenti a carico di altri soggetti. L’Osservatorio dell’Autorità, infatti, trasmette i  modelli  informatici compilati ed inviatigli dalle SOA a:
    o Amministrazioni aggiudicatici
    o Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza
    o Provveditorati regionali ed interregionali per le opere pubbliche del Ministero delle infrastrutture
  • Art 5: illustra i compiti svolti dal Ministero delle infrastrutture e dall’Autorità; quest’ultima tramite i suoi uffici interni, ed il  Ministero – una volta compiuti gli eventuali, ulteriori accertamenti istruttori – individuano i dati non confermati e  li  segnalano man mano  al  Consiglio dell’Autorità.

Si legge sulla news (n 542) ANCE che “Il provvedimento ministeriale tanto auspicato dai vari operatori del settore, dalle Stazioni appaltanti agli appaltatori stessi e fortemente sollecitato e sostenuto dall’Ance, garantendo una  migliore attenzione da parte delle SOA nell’istruttoria preliminare al rilascio delle attestazioni, potrà offrire maggiore trasparenza al vigente sistema di qualificazione delle imprese”.
Occorre, tuttavia, non sottovalutare le fortissime perplessità sul decreto ministeriale n. 272, espresse dall’Autorità con il comunicato stampa del 12 febbraio 2008.

Secondo l’Autorità, il Ministero delle infrastrutture non ha preso in considerazione, e quindi recepito nel decreto n. 272, il parere da lei formulato giusto dietro sua specifica richiesta, parere che l’Autorità sottolinea di aver reso sulla base della propria esperienza ultracinquennale.
Le preoccupazioni dell’Autorità si riferiscono, in particolare, ad alcune problematiche quali:
la mancata chiarezza sui tempi della verifica complessiva dei certificati,
la certezza del controllo e l’impossibilità di verificare per prime le attestazioni SOA attualmente in circolazione che potrebbero allontanare  o impedire il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal legislatore.