Il Ministro Di Pietro presenta un bilancio di due anni di attività

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Il Ministro Di Pietro presenta un bilancio di due anni di attività

News N1074 Ance

I risultati dell’ultimo biennio di attività del ministero delle Infrastrutture sono stati il tema della conferenza “Opere e non solo, il bilancio di due anni“, promossa dal ministro Antonio Di Pietro, che si è svolta nella sede dell’Ance. All’incontro, moderato dal giornalista Eugenio Occorsio e che è stato peraltro l’occasione per la presentazione del volume che raccoglie i dati sull`attività del ministero, hanno preso parte, oltre al ministro Di Pietro, il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, il direttore generale del Censis Giuseppe Roma e il professor Lanfranco Senn, ordinario di Economia regionale alla Bocconi.

Illustrate dal ministro, nel suo intervento, le cose fatte nel corso del mandato. Di Pietro ha sottolineato in particolare l’incremento degli stanziamenti per le opere pubbliche nelle Finanziarie 2006 e 2007, la revisione della lista delle opere della legge obiettivo, lo sblocco dei Contratti di programma di Anas e Fs, l’Osservatorio sulla Tav Torino-Lione e il rilancio del piano casa. Ma il responsabile delle Infrastrutture ha anche messo in luce le cose non portate a termine, “a causa – ha precisato Di Pietro – non solo del poco tempo a disposizione, ma soprattutto delle tante e inutili contrapposizioni ideologiche“.  “Commette un grave errore – ha detto in questo senso il ministro – chi pensa di rendere le infrastrutture ostaggio di lotta politica. Deve essere chiaro a tutti che le opere pubbliche non hanno colore e che la loro realizzazione e` mirata allo sviluppo e al benessere complessivo del Paese“. Di Pietro ha anche messo l’accento sull’importanza del dialogo, “l`unico metodo possibile  – ha detto il ministro – per realizzare un intervento con la condivisione di chi vive nell’area interessata dall`opera. Ma dopo aver ascoltato tutti e accolto le esigenze reali – ha proseguito il responsabile delle Infrastrutture – bisogna avere la capacità di decidere“. E, sempre in tema di dialogo, Di Pietro ha sottolineato l’importante lavoro di collaborazione avviato da subito con l’Ance. “Abbiamo accolto molte delle vostre proposte – ha detto infatti Di Pietro – cercando di migliorare, con i due decreti correttivi, il Codice degli appalti. Il terzo correttivo, come è noto, è gia` ultimato, ma non e` stato possibile approvarlo a Camere sciolte“.

Un decreto, quest’ultimo, che dovrebbe contenere tra le altre novità due modifiche chieste con forza dall`Ance e ribadite dal presidente Buzzetti, la prima sul subappalto e la seconda in materia di project financing. “Dal momento che abbiamo la piena e totale responsabilità rispetto ai lavori in cantiere – ha spiegato Buzzetti – chiediamo anche che ci venga riconosciuta la possibilità di organizzare e gestire liberamente la produzione. Per questo riteniamo indispensabile l`aumento dal 30 al 50% della percentuale di lavori subappaltabile“. Altrettanto importante, ha precisato il presidente dell`Ance, e` la revisione della disciplina del project financing, oggi penalizzato dalle nuove regole sul promotore. Ma sono state molte le sollecitazioni lanciate del presidente dei costruttori, che ha messo l’accento sulla necessita` non solo di un incremento della spesa pubblica per le infrastrutture (il nostro Paese ha investito complessivamente, negli ultimi 10 anni, 120 miliardi di euro in meno rispetto ai concorrenti europei), ma anche di un vero scatto di efficienza nell’utilizzazione delle risorse da parte della pubblica amministrazione. Cruciale inoltre, secondo Buzzetti, dare una nuova e forte attenzione alla realizzazione delle opere piccole e medie, non meno importanti  e urgenti, per il rilancio della competitivita` del Paese, delle grandi infrastrutture e delle reti di collegamento europee.

La capacita` di confronto e concertazione con popolazioni e enti locali e` stata, secondo il segretario della Cisl Bonanni, il maggior elemento di forza della politica infrastrutturale del ministro Di Pietro. Ma nel mercato delle opere pubbliche,  ha detto ancora Bonanni, restano in piedi problemi forti, a cominciare dalla presenza di imprese improvvisate e che fanno concorrenza sleale. La vera battaglia per il futuro sara` quindi, secondo il segretario della Cisl, quella per un mercato piu` corretto e efficiente, senza ribassi eccessivi, in cui sia garantita un`adeguata selezione e vengano premiate le imprese piu` meritevoli.

La necessita` di dare certezza alla realizzazione delle opere, e insieme di rendere le procedure piu` semplici, e` stata invece evidenziata dal direttore generale del Censis Giuseppe Roma. “Nel nostro Paese – ha detto Roma – ci sono troppe Authority, troppi poteri inutili che si sovrappongono determinando blocchi o tempi di approvazione eccessivamente lunghi e complessi. Per questo credo che dovremmo guardare all`esempio della Spagna, che in tempi rapidi, e con chiarezza d`intenti, e` riuscita a portare a termine moltissimi interventi infrastrutturali“. Il direttore generale del Censis ha anche ricordato i risultati di un recente sondaggio sul “gradimento“ delle infrastrutture da parte degli italiani, secondo il quale oltre il 60% della popolazione e` a favore della realizzazione delle opere pubbliche, con punte superiori al 70% per quel che riguarda strutture culturali, metropolitane e parcheggi. Il tema delle infrastrutture peraltro, come ha sottolineato nel suo intervento il professore di Economia regionale Lanfranco Senn, oltre ad avere una valenza fondamentale in termini di competitivita` (le “reti lunghe“) e miglioramento della qualita` della vita (le “reti brevi“), ha in qualche modo anche un ruolo “educativo“ per i cittadini, chiamati a prendere coscienza di obiettivi comuni e a condividere e sostenere le scelte dei decisori pubblici.

 

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