Le Regioni si adeguano al Codice degli Appalti

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Le Regioni si adeguano al Codice degli Appalti

(tratto da Italia Oggi 30/04/2008)”Corsa delle regioni all`adeguamento delle norme regionali in materia di appalti. E` quanto emerge esaminando il trend della normativa regionale degli ultimi mesi, dopo che la sentenza della Corte costituzionale (la n. 401 del 2007) ha emesso il verdetto di legittimita` del Codice dei contratti respingendo i ricorsi delle regioni. Va pero` anche segnalato come i recenti mutamenti del quadro politico nazionale e il probabile accentuarsi delle istanze federaliste potrebbero portare, sia pure non nel breve periodo, al riemergere di istanze finalizzate a spingere nuovamente sul tasto del cosiddetto federalismo degli appalti». Intanto, in attesa di eventuali sviluppi (che passerebbero attraverso una necessaria riforma costituzionale), appare opportuno fare il punto su quanto sta accadendo in alcune delle regioni che si sono mosse in questo periodo.

I contenuti della sentenza della Corte costituzionale

La sentenza n. 401 del 23 novembre 2007 della Corte costituzionale si e` espressa sulla legittimita` costituzionale di molte norme del Codice dei contratti pubblici (dlgs n. 163/06) impugnate da cinque regioni (Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte e Abruzzo) e da una provincia autonoma (Trento), affermando in primo luogo che le regioni non possono prevedere una disciplina diversa da quella del Codice in una serie di ambiti che vanno dalla qualificazione e selezione dei concorrenti alle procedure di affidamento, ai criteri di aggiudicazione, al subappalto, all`attivita` di progettazione e ai piani di sicurezza, ai contratti, ivi compresi direzione dell`esecuzione, direzione dei lavori, contabilita` e collaudo, a eccezione dei profili di organizzazione e contabilita` amministrative; al contenzioso. Per i giudici anche il regolamento (oggi il dpr n. 554/99, in futuro il nuovo regolamento non ancora esaminato dalla Corte dei conti) vincola le regioni.

Regione Veneto

La regione Veneto, rispetto alla legge n. 27 del 2003, modificata con la legge n. 17 del 2007, procede al riallineamento delle proprie norme utilizzando lo strumento dell`atto amministrativo (delibera della giunta regionale n. 547 dell`11 marzo 2008). Il provvedimento, per quel che riguarda la programmazione, ritiene applicabile la legge regionale ai soli lavori pubblici di competenza regionale e di interesse regionale. Per quanto riguarda invece le procedure di affidamento la regione afferma la sottoposizione alla legge statale; per esempio, per gli affidamenti sotto soglia di progettazione devono avvenire ai sensi dell`articolo 91 del dlgs n. 163/03. Sono inoltre regolate con legge dello stato, e` affermato nella delibera, la selezione delle proposte per la finanza di progetto (disciplina che ricade nella materia della tutela della concorrenza) e le norme relative agli studi di fattibilita`, annullando pertanto la possibilita` di sostituire, per lavori fino a 500 mila euro, il documento preliminare alla progettazione con lo studio di fattibilita` (ex articolo 5, commi 2, 3, della legge n. 27/2003). Sono poi state disapplicate anche le norme regionali relative alle offerte anomale, che prevedevano l`aggiudicazione al massimo ribasso, e quelle relative al subappalto (sostituendo pertanto il limite piu` alto del 50 con quello del 3. stabilito dalla norma nazionale).

Regione Toscana

Diversamente da quanto fatto in Veneto, la Toscana sceglie la strada delle modifiche legislative e abroga la legge n. 38 del 2007 che era entrata in vigore nell`ottobre scorso. Qui le discrasie rispetto alle norme statali erano di tale livello che, in sede pratica, erano state pochissime le stazioni appaltanti che avevano applicato la disciplina regionale. Con il provvedimento che e` stato approvato il 28 febbraio dal Consiglio regionale vengono quindi cancellati i limiti al subappalto (limitato alle sole opere specializzate), unitamente all`obbligo per la stazione appaltante di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti dell`impresa subappaltatrice o appaltatrice nell`ipotesi di ritardo. Sparisce anche la richiesta di cauzioni facoltative per servizi e forniture (diventa quindi obbligatorio richiederle) e risultano pesantemente modificate le norme sui piani di sicurezza, sulla regolarita` contributiva, nel senso di una completa adesione alla normativa statale, resistono, perche` afferenti a materie sulle quali le regioni possono disporre, il cosiddetto «tutor di cantiere» (che fornisce assistenza formativa ai lavoratori e alle imprese per la progettazione della sicurezza) e l`obbligo di interpello dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Regione Campania

Qui la regione si trova ad affrontare il ricorso alla Corte costituzionale presentato dal governo il 19 marzo contro la legge n. 3 del 2007 ritenuta sia in violazione delle disposizioni statali in materia di concorrenza sia difforme su altri aspetti del Codice dei contratti pubblici. Nel mirino finiscono quindi gli affidamenti di urgenza, l`esclusione automatica delle offerte anomale, gli affidamenti di servizi analoghi senza bando di gara, la delega alla giunta per disciplinare la procedura ristretta semplificata, i piani di sicurezza e la validazione dei progetti, la possibilita` di affidare i collaudi ai magistrati e i limiti all`avvalimento.

Regione Calabria

In Calabria il problema riguardava l`albo dei collaudatori, i poteri di vigilanza e l`esonero dei piani di sicurezza sotto i 150 mila euro, profili sui quali la legge regionale n. 26 del 2007 e` stata portata dal governo di fronte alla Corte costituzionale. Di recente, pero`, la giunta regionale ha approvato un disegno di legge, adesso all`attenzione del consiglio, teso a eliminare le norme impugnate dal governo, anche se occorrera` attendere il varo definitivo della normativa per capire se tutte le eccezioni sollevate dal governo potranno ritenersi superate.

Regione Liguria

La recente legge regionale abroga la legge regionale n. 12 del `99, prevedendo una sorta di testo-fotocopia del Codice con norme regionali soltanto per le parti che la Corte ha lasciato al legislatore regionale (in materia di responsabile del procedimento e di gestione amministrativa delle gare) e con la novita` di un Comitato regionale per gli appalti con funzione di consulenza tecnica e giuridica che si sostituisce alla precedente commissione prevista dall`abrogata legge n. 12.”