Opere Pubbliche al Convegno di Ischia

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Opere Pubbliche al Convegno di Ischia

Per realizzare le infrastrutture serve continuità di programmazione e di risorse pubbliche, ma anche maggiore efficienza e rapidità  nella spesa.

L’Italia deve recuperare «l’impotenza decisionale» che l’ha bloccata negli ultimi 15 anni, e investire come nel resto d’Europa il 3% del Pil in opere pubbliche, anzichè il 2% medio degli ultimi 10 anni.

Alla vigilia dell’elaborazione dell’allegato infrastrutture, che affiancherà come ogni anno il Dpef il 30 giugno, il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti incalza il nuovo Governo sul tema delle opere pubbliche dell’edilizia, nel corso del convegno Ance in corso questi giorni a Ischia (Napoli).

«Allineandoci alla media europea – ha detto Buzzetti – negli ultimi 10 anni l’Italia avrebbe speso 120 miliardi di euro in più in infrastrutture. E’ necessario – ha proseguito il presidente dell’Ance – realizzare una programmazione credibile a tutti i livelli di governo, da quello nazionale a quello locale, in un’ottica unitaria. In questo senso è stata positiva la programmazione unitaria delle risorse europee e nazionali 2007-2013, in un quadro omogeneo con i programmi settoriali di Anas e ferrovie».

«Ci sono voluti due anni – spiegano al Dipartimento affari economici dell’Ance – ma finalmente abbiamo programmi definiti e unitari: legge obiettivo, fondi europei, Anas, ferrovie. Speriamo che non si ricominci tutto da capo e si dia certezze di risorse».

Al tema della definizione delle priorità e della certezza di risorse si è tuttavia ribellato il neo-presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Luigi Grillo (Pdl). «Parlare di priorità – ha detto – mi fa venire in mente la programmazione di sovietica memoria. Non è questo il punto. Le priorità sono sempre quelle del piano Cipe del 2001. E basta anche parlare di mancanza di risorse! In Italia ci sono fiumi di risorse private nelle banche, che in Italia sono solidissime: le infrastrutture le devono fare i privati, dobbiamo rilanciare il project financing».

«Ci sono cose – ha aggiunto Grillo – che faremo subito a costo zero:

1) reintrodurre la norma sugli arbitrati;

2) nuove regole sul project financing, per consentire la gara in una sola fase, con procedura piu` semplificata; e dare tempi certi alla Pa, pena sanzioni, per rispondere alle proposte dei promotori;

3) faremo in modo che i ricorsi al Tar non blocchino le opere».

Meno granitico sui contatti Tav revocati dal Governo Prodi: «Penso – ha detto Grillo – che ripristineremo diritti dei contraenti generali».

«Una scelta di priorità – ha risposto il ministro ombra delle Infrastrutture, Andrea Martella (Pd) – la dobbiamo dare. E io spero che si dia continuità a quanto fatto negli ultimi due anni. Noto però  che il primo atto di questo Governo sulle infrastrutture è stato tagliare, con il Dl sull`Ici, risorse per 1,7 miliardi alle opere pubbliche, di cui 1,4 a Sicilia e Calabria». Martella ha annunciato per la prossima settimana un progetto di legge in materia di appalti, che «ridefinisca le soglie di anomalia, introduca criteri di qualificazione meno rigidi sul fatturato, consenta il subappalto libero per le opere specialistiche e salvaguardi le imprese dai rincari delle materie prime».

Proprio questo e` stato uno dei punti principali della relazione di Buzzetti. «I prezzi del ferro per il cemento armato – ha detto il presidente Ance – sono cresciuti da dicembre a oggi del 93%, e molte imprese per questo rischiano il fallimento. Bisogna introdurre seri e nuovi meccanismi per l`adeguamento dei prezzi contrattuali, per aumenti dei costi di produzione oltre una certa soglia».

L’Ance chiede anche regole certe e unitarie in tutta Italia sulla certificazione energetica degli edifici, per evitare che non decolli un mercato, quello della bio-edilizia, che ha invece grandi potenzialità. E il rilancio delle politiche della casa, soprattutto con incentivi alle imprese per realizzare alloggi da affittare a canone calmierato.

 

Alessandro Arona

 

Il Sole 24 Ore – 31/05/2008