Regolamento appalti

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Regolamento appalti


Il regolamento del Codice
dei contratti e` in eccesso di delega per le norme:
sul responsabile del procedimento, sui collaudatori, sui compensi per le attestazioni Soa, sui corrispettivi ai dipendenti pubblici per la validazione, i collaudi e la direzione dei lavori; lo schema deve essere aggiornato alle recenti modiche normative e devono essere acquisiti nuovamente i pareri di rito degli organi consultivi.
Sono questi i principali rilievi che la Corte dei conti ha formulato nell`atto che nega, al momento, la registrazione dello schema di regolamento del Codice degli appalti, dopo che a febbraio il testo era gia` stato trasmesso alla Corte e poi ritirato dal ministero per alcuni errori formali da correggere.Adesso le strade che il ministero potra` percorrere saranno eventualmente quelle di riposizionare le norme in eccesso di delega nell`ambito del terzo decreto correttivo che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere presentato entro questa settimana o nella prossima al Consiglio dei ministri e, parallelamente, rivedere le altre parti censurate dalla magistratura contabile. I tempi, pero`, si allungheranno decisamente.Venendo al merito del documento dell`Ufficio del controllo sugli atti del ministero delle infrastrutture (datato 26 maggio) si trova conferma della maggior parte delle anticipazioni fornite da Italia Oggi (vedi 10 giugno 2008). In primo luogo sono molte le censure sugli aspetti procedurali: la Corte dei conti rileva per esempio che i pareri prescritti dalla legge (Autorita` per la vigilanza sui lavori pubblici, Consiglio superiore dei lavori pubblici e Consiglio di stato) «sono stati resi prima dell`asserito adeguamento del testo regolamentare alle modifiche apportate dal Codice dei contratti con il secondo decreto correttivo del luglio 2007». Inoltre dice la Corte, i pareri resi dagli organi consultivi e di vigilanza precedevano la sentenza della Corte costituzionale n. 401 del novembre 2007 che ha dichiarato illegittime alcune norme del Codice; a cio` si aggiunga che «il testo regolamentare esaminato dagli organi di controllo non teneva conto della novella legislativa del decreto legislativo 113/07 (il secondo correttivo, ndr)». Per la Corte, poi, «l`adeguamento non e` in realta` avvenuto per tutte le disposizioni regolamentari».
Inoltre la Corte mette in guardia il ministero sul fatto che, alla luce della procedura di infrazione sul Codice aperta dalla Commissione europea, alcune norme del regolamento potrebbero risultare viziate da incompatibilita` comunitaria di norme del Codice di cui sono attuazione. In via generale, poi, la Corte rileva che «in numerosi casi il regolamento sembra contenere disposizioni che non trovano fondamento nelle norme legittimanti del codice, mentre in altri casi sembra porsi in contrasto con il codice e in altri ancora non ha recepito le osservazioni degli organi consultivi».

Uno dei profili censurati dalla magistratura riguarda i compensi professionali dei dipendenti pubblici; in particolare stabilire che ai dipendenti pubblici spetti un compenso per la validazione dei progetti e` cosa che «sembra riservata alla normativa primaria cosi` come prevedere un compenso aggiuntivo per i collaudatori e i direttori dei lavori appare in eccesso di delega.

Per la Corte non sembra possa essere posta a carico dell`Amministrazione (nel fondo delle spese per il singolo intervento) la spesa per l`assicurazione dei dipendenti perche` si tratta di oneri «non pertinenti».
Viene bocciata anche la previsione che stabilisce che i compensi per l`attivita` di qualificazione svolta dalle Soa come minimi inderogabili visto che il Codice «non prevede minimi inderogabili» al riguardo.
Illegittima sarebbe anche la previsione per cui il responsabile del procedimento partecipa di diritto alla commissione giudicatrice. Viene confermato che andava espunta dal testo la possibilita` di effettuare la cosiddetta «forcella» (selezionare un certo numero di candidati fra quelli in possesso dei requisiti da invitare a presentare offerta) perche` si tratta di norma senza copertura normativa.
Non troverebbe copertura normativa neanche il potere del responsabile del procedimento di ridurre i livelli progettuali nel settore degli interventi per i beni culturali. Infine la Corte segnala come manchi integralmente la normativa per i servizi e le forniture nella parte concernente i lavori all`estero.

 

(Tratto da Italia Oggi Andrea Mascolini)