Terzo decreto correttivo del codice degli Appalti

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Terzo decreto correttivo del codice degli Appalti

Le novità dello schema di terzo decreto correttivo del codice dei contratti pubblici

  • Possibilità di stipulare anche a misura gli appalti integrati ma se inferiori a 500.000 euro e se riguardano manutenzioni, scavi o restauri;
  • Evitare le discriminazioni in danno di soggetti di altri stati UE (consorzi costituiti secondo le norme dei paesi di appartenenza;
  • Avvalimento nell’ambito dei “gruppi” anche per gli appalti di fornitura;
  • Procedura per il Project finance con gara unica, senza diritto di prelazione;
  • Per il Subappalto si prevede, che nei casi di opere specialistiche, se l’affidatario non è in grado di eseguire le lavorazioni, può subappaltare, ma agli stessi prezzi  unitari con un ribasso non superiore dell’8%. Sarà poi l’amministrazione a pagare il corrispettivo direttamente al subappaltatore.

Tratto da Italia Oggi per ulteriori informazioni Rassegna Stampa: Articolo

Ultime correzioni del Governo al Codice appalti

26/06/2008

Il rilancio della finanza di progetto passa anche per la semplificazione delle procedure. Nell`attesa di attirare i grandi capitali privati sulle infrastrutture, che per il ministro Matteoli sono «indispensabili per realizzare le opere prioritarie», il Governo avvia domani la riforma delle gare di project financing, ovvero delle selezioni con cui si arriva a scegliere il privato disposto a finanziare in parte l`opera pubblica in cambio della sua gestione.

Arriva in Consiglio dei ministri, infatti, per la prima approvazione il terzo decreto correttivo del Codice degli appalti, nato sotto l`amministrazione dell`ex ministro Antonio Di Pietro ma ora portato a termine dall`attuale titolare delle Infrastrutture e trasporti. E il pezzo forte dell`ulteriore intervento di riscrittura del Codice dei contratti e` proprio il capitolo dedicato al project financing.
La riforma punta molto sullo snellimento dei passaggi attraverso cui si arriva a scegliere il privato concessionario: non piu` tre gare che si concludevano pero` con un diritto di prelazione sempre riconosciuto al promotore ma una sfida unica, senza piu` prelazione, in cui scegliere da subito il concessionario.
Prima della gara l`amministrazione dovra` mettere a punto un semplice studio di fattibilita` (una prima ricognizione delle potenzialita` anche di redditivita` dell`opera) e poi chiedera` ai concorrenti di sviluppare un progetto preliminare.
La gara si conclude con l`individuazione di un promotore ma l`iter procedurale va avanti. Il progetto cioe` affronta le “forche caudine` della conferenza di servizi in cui tutte le amministrazioni coinvolte possono chiedere modifiche o compensazioni e passa poi per l`eventuale valutazione di impatto ambientale (anche in questo caso sono possibili nuove prescrizioni). Insomma il rischio di sostanziali modifiche da apportare al progetto base c`e`. E la riforma infatti prevede l`aggiudicazione della concessione al vincitore della gara solo se quest`ultimo decide di modificare il progetto per adeguarlo a tutte le prescrizioni richieste.

Il punto delicato e` ovviamente la modifica del piano economico finanziario, ovvero il “business plan“ dell`opera che puo` comportare la revisione del contributo pubblico necessario a garantire l`equilibrio economico della gestione. Ma la riforma prevede anche la possibilita` che il vincitore della gara non accetti le nuove condizioni e che si possa interpellare il secondo classificato e poi giu` a cascata con gli altri. Il decreto correttivo, una volta licenziato dal Consiglio dei ministri, deve compiere in novanta giorni un cammino lungo e tortuoso. Sono necessari infatti i pareri di: Conferenza Unificata, Consiglio di Stato e commissioni parlamentari. Per terminare con una seconda approvazione del Consiglio dei ministri.

 

(Tratto da Il Sole 24 Ore Valeria Uva – 26/06/2008)