Costruttori, ultimatum al governo

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Costruttori, ultimatum al governo

La situazione dell`industria delle costruzioni e dell`edilizia e` grave e l`Associazione nazionale dei costruttori, l`Ance, guidata da Paolo Buzzetti, ha lanciato parecchi allarmi, a raffica, in queste ultime settime. E ha chiesto al governo, a piu` riprese, di investire sul piano casa, «serve un piano keynesiano per l`edilizia», ha dichiarato. Ha chiesto di non tagliare i fondi per il finanziamento delle infrastrutture, di varare con urgenza una legge per la revisione dei prezzari. Questioni sul tappeto da tempo che e` arrivato a scadenza. Con il risultato che il mondo delle costruzioni sta progettando una manifestazione collettiva: se il governo non avra` dato risposte, ci sara` una manifestazione in piazza degli imprenditori, fa sapere il presidente Ance, Paolo Buzzetti. Se, invece, l`esecutivo Berlusconi, dara` risposte concrete per il mantenimento e lo sviluppo del settore, che conta oltre 2 milioni di occupati, piu` l`indotto, e ha contribuito negli anni passati, con la congiuntura favorevole, alla realizzazione del 18% del pil, e si e` dimostrata volano di crescita economica, allora, comunque, ci sara` bisogno di fare il punto della situazione in maniera pubblica e collettiva. Ma non sara` un convegno. «Sara` un`altra cosa: una chiamata dei nostri imprenditori, un momento di grande incontro con tutti, col mondo politico: non convegno ma in piazza». Imprenditori al bivio: o la protesta oppure un grande momento di riflessione collettiva, operatori e mondo politico. «E` tutto il sistema delle imprese che lo chiede», ha affermato Buzzetti, «perche` ci sono troppe incognite». L`annuncio arriva nel giorno di sciopero dei lavoratori dell`edilizia proclamato, ieri, dai sindacati di categoria per protestare contro le morti nei cantieri.«La situazione e` grave», ha dichiarato Buzzetti, «grave anche sul piano finanziario, con conseguenze sull`economia economia reale e sul settore dell`edilizia».

La soluzione normativa per la revisione dei prezzari e` attesa a giorni, secondo quanto ha riferito il presidente Buzzetti che in questo dichiara di avere avuto assicurazioni dal ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Bisogna fare presto perche`, ha ripetuto Buzzetti, ci sono imprese che preferiscono chiudere i contratti perche` non riescono a rientrare nei costi degli appalti, con l`Anas, le Ferrovie, e altri grosse stazioni appaltanti. Ma Buzzetti non vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto. I rischi ci sono, l`allarme c`e`, dichiarato, ma bisogna mantenere la calma e offrire vie d`uscita piuttosto che farsi prendere dal pessimismo piu` nero. «I soldi per pagare le imprese ci sono», ha dichiarato Buzzetti, «al governo chiediamo che dia garanzie perche` vengano mantenuti gli impegni di spesa. Inoltre, chiediamo che ripensi l`ipotesi di tagliare del 13% gli stanziamenti per le infrastrutture con la prossima Finanziaria. Sarebbe un passo indietro grave rispetto alla finanziaria dell`anno scorso. Ma quel che e` peggio e` che non ci sono previsioni per gli anni a venire, il 2010 e il 2011. Non bisogna far spengere il motore dell`edilizia», ha dichiarato Buzzetti, «e` vero che stiamo organizzando missioni all`estero e lavoriamo per l`internazionalizzazione del settore ma se non siamo forti in casa, allora e` un problema. In Italia c`e` un deficit di infrastrutture da colmare. Al governo chiediamo che vengano fatte delle scelte in questo senso».
Buzzetti e` tornato anche sul problema della stretta creditizia, plaudendo all`iniziativa di Assimpredil Ance che ha pubblicato una lettera a pagamento sui maggiori quotidiani denunciando la grave situazione che si e` venuta a creare fra istituti di credito e pmi del settore in Lombardia. «Le banche non devono chiudere il credito, sia per i mutui che alle pmi», ha rincaro Buzzetti, «e non devono far pagare gli errori e le speculazioni di altri. Bisogna dare credito alle piccole e medie imprese delle costruzioni che hanno operazioni in corso anche perche` l`investimento nel mattone e` ancora un bene rifugio e la domanda cresce. In Italia il mercato non e` crollato e neppure il valore degli immobili. Siamo lontani dalla bolla speculativa spagnola».

Il pacchetto per sostenere lo sviluppo dell`edilizia che l`Ance propone al governo prevede anche un alleggerimento, sul piano fiscale. «Bisogna allentare i provvedimenti messi in piedi dal governo Prodi», ha specificato Buzzetti, «per esempio: allungare a cinque, ma anche piu`, gli anni di esenzione dall`Iva sull`invenduto delle imprese, alleggerendo il termine dei quattro anni imposto dal decreto Visco-Bersani. In un momento di difficolta` come questo sarebbe un grosso aiuto per gli imprenditori. Inoltre, il governo dovrebbe introdurre subito la cedolare secca sugli affitti perche` farebbe riemergere il mercato dal sommerso e contribuirebbe a spingere il piano casa che ha gia` varato».

Sul piano casa Buzzetti ripete quello che ha gia` detto in altre occasioni: legge quadro del governo, gestione delle amministrazioni locali che devono mettere a disposizione le aree per consentire la costruzione di edilizia sociale a canone moderato.
Bene l`ingresso dei contributi finanziari di Fondazioni e Cassa depositi e prestiti ma a un patto: nessuna ingegneria finanziaria, niente mattoni di carta, ma solo finanziamenti all`economia del mattone reale, quello degli operatori, come e` nella tradizione del passato. Al piano casa deve essere nazionale offrendo le linee guida. Noi stiamo lavorando alla creazione di una commissione di architetti che vigilera` sulla qualita` costruttiva. La gestione locale del piano casa deve essere dei sindaci, per evitare operazioni a vantaggio di qualcuno. Sia chiaro: il controllo e la gestione deve essere dei sindaci e dei comuni».

Intanto, oggi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, firma a Lussemburgo un importante accordo-quadro con la Bei, Banca europea degli Investimenti. L`accordo prevede il finanziamento di alcune delle opere inserite nel Piano decennale delle Infrastrutture strategiche per il periodo 2008-2012. L`accordo sara` siglato oltre che da Matteoli, anche dal presidente della Bei, Philippe Maystadt e dal vicepresidente, Dario Scannapieco.

 

Tratto da  Italia Oggi – 08/10/2008 Simonetta Scarane