Infrastrutture, al Sud mancano all`appello piu` di 10 miliardi

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Infrastrutture, al Sud mancano all`appello piu` di 10 miliardi

«La prima misura antirecessiva e` l`investimento nelle infrastrutture». Ad affermarlo e` il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Occasione, la presentazione di una ricerca e del convegno della Fillea su «Le infrastrutture prioritarie e necessarie per lo sviluppo del Paese» che si terra` il 23 e il 24 ottobre a Lametia Terme.

Il leader della Cgil ha invitato il governo a limitare i danni della crisi finanziaria e a fare investimenti in tutti quei settori che hanno una funzione anticiclica, a cominciare, appunto, dalle infrastrutture. «Bisogna che adesso affronti l`emergenza e cominci a pensare seriamente a prevenire gli effetti sull`economia reale» ha detto. Questo per Epifani significa intervenire sul reddito di lavoratori e pensionati, affrontare il tema della precarieta`, degli investimenti alle imprese soprattutto in quei settori che svolgono una funzione anticiclica come quello delle infrastrutture. «Da luglio ad oggi – ha continuato – c`e` stato un rallentamento dell`economia molto grave con la minaccia dell`occupazione e l`aumento della cassa integrazione. Gli effetti della crisi sull`economia reale tenderanno a far diventare piu` pesante il rallentamento che gia` c`e`». Epifani ha ricordato che Confindustria ha affermato che c`e` stato un rallentamento del Pil dello 0,5%: «Spero che ci si fermi li` perche` e` da tempi immemorabili che non si va sotto lo zero».

Intervenire a sostegno delle infrastrutture significa invertire una tendenza che, specie al Sud, in questi anni si e` consolidata». I fondi messi a disposizione dalla legge obiettivo per le infrastrutture del meridione si sono infatti ridotti da 41,3 miliardi a 30,9 miliardi, il 30% del totale che era stato assegnato nel periodo 2002-2012 – afferma lo studio della Fillea. Secondo il sindacato degli edili, in otto regioni (meridionali) mancano all`appello 10,4 miliardi. Sono in calo non solo i fondi realmente disponibili ma anche i finanziamenti per i costi dei progetti che, complessivamente, si riducono dal 40 al 28,2% che, in termini di attribuzione, si riducono da 95,1 miliardi (il 40% di 237,9 miliardi) a 67,1 miliardi (il 28,2% di 103,4 miliardi).

Secondo il sindacato c`e` il rischio che se questi finanziamenti non saranno resi disponibili gia` a partire all`anno in corso, si avra` uno scivolamento agli anni successivi rispetto ai tempi decisi e approvati con le leggi finanziarie, che provocherebbe inevitabili ritardi, soprattutto nelle gare d`appalto da bandire.

Altro capitolo quello degli appalti sui quali la Fillea ribadisce la necessita` di potenziare la presenza dello Stato sul territorio per evitare le infiltrazioni della criminalita` organizzata. In particolare in Calabria l`organizzazione denuncia una nuova offensiva delle organizzazioni mafiose con decine di attentati. Piu` di 80 negli ultimi due anni.

Tratto da L`Unita` – 14/10/2008