Infrastrutture strategiche

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Infrastrutture strategiche


Trasporti, energia, innovazione, tlc, aree industriali
: questi i settori che si spartiranno il Fondo per le infrastrutture strategiche da 12,7 miliardi. Con la ripartizione, che sara` affidata al Cipe nella riunione di venerdi` prossimo, scattera` il piano di rilancio degli investimenti a sostegno della domanda pubblica predisposto dal ministro dell`Economia Giulio Tremonti e dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola anche in chiave anti-crisi.In tutto, il Cipe ripartira` risorse per poco meno di 16 miliardi, ma il piatto forte e` costituito dai 12,7 miliardi del Fondo che fa capo al ministero dello Sviluppo. Ecco, secondo quanto risulta al Sole-24 Ore, come sara` distribuito il Fondo:

7,3 miliardi alle infrastrutture di trasporto (in prima fila il Ponte sullo Stretto e la Salerno-Reggio Calabria)
;2 miliardi a un «Programma straordinario nazionale per il recupero economico produttivo di siti industriali inquinati»;poco meno di 1,8 miliardi per sostegni a investimenti nel Mezzogiorno finanziando nuovi contratti di sviluppo;

200 milioni al programma per l`innovazione “Industria 2015“;

800 milioni alla rete di telecomunicazione a banda larga; 700 milioni all`energia per favorire l`utilizzo di fonti rinnovabili e interventi per il risparmio energetico.

In particolare, il piano per le bonifiche punta a riqualificare aree con elevati rischi sanitari ed ambientali per reindustrializzarle. Si tratta di un programma gia` definito nell`ambito della delibera Cipe del 21 dicembre 2007, con la riunione di venerdi` il ministero vuole pero` accelerare la scelta dei siti. In lizza ci sono 54 aree industriali di interesse nazionale, 34 al Centro-Nord e 20 al Centro-Sud. Si va dalla zona Bagnoli-Coroglio, Napoli, a Gela e Priolo in Sicilia, da Sesto San Giovanni (Milano) a Cengio in Liguria.

Preannunciati gli interventi per la banda larga (saranno emanati dei bandi di gara per coprire zone del Paese contrassegnate dal digital divide), per l`efficienza energetica e per “Industria 2015“: i 200 milioni che sblocchera` il Cipe si aggiungeranno a risorse a valere su altri Fondi per un rifinaziamento complessivo da 1,1 miliardi.

Rappresenta una novita` invece la dotazione da 1,8 miliardi per sostenere l`insediamento di nuovi investimenti produttivi al Sud, anche mediante programmazione negoziata. A fare da “pivot“ di quest`operazione dovrebbe essere l`Agenzia per l`attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa (ex Sviluppo Italia) secondo direttive emanate dal ministero dello Sviluppo.

I 1.800 milioni che saranno riservati al Sud saranno pero` solo una parziale “consolazione“ per le Regioni meridionali, piu` direttamente toccate dalla riprogrammazione del Quadro strategico nazionale 2007-2013 da cui e` scaturito il Fondo infrastrutture da 12 miliardi e 770 milioni. I conti sono stati gia` fatti e i Governatori intendono discuterne con molta attenzione alla Conferenza straordinaria Stato-Regioni che precedera` la riunione del Cipe.

La manovra economica triennale ha stabilito la rimodulazione di una parte del Quadro strategico nazionale 2007-2013, il grande contenitore (122 miliardi di euro poi ridotti a 112) che ospita fondi strutturali, confinaziamento nazionale e Fondo aree sottoutilizzate. Questa operazione ha accentrato presso il ministero dello Sviluppo economico 12 miliardi e 774 milioni reperendone oltre l`89% da risorse destinate al Mezzogiorno. Ecco, nel dettaglio, da dove proviene il Fondo infrastrutture strategiche di Scajola: 10,9 miliardi da Programmi nazionali per il Sud, 543 milioni da Progetti speciali per il Sud; 1,3 miliardi da Programmi nazionali destinati al Centro-Nord.

E`, intanto, in via di definizione anche l`intervento per offrire nuove garanzie per il credito alle piccole e medie imprese. Nel Dl-banche sara` esteso anche all`artigianato il Fondo gia` operativo per le Pmi: funzionera` soprattutto da garanzia di secondo livello a protezione dei Confidi. Per questi ultimi (oggi ce ne sono circa 900), scattera` un`operazione di razionalizzazione e potenziamento che coinvolgera` anche Unioncamere. Il fondo avra` una dotazione di 600 milioni, dei quali circa 450 milioni di rifinanziamento. Scajola punta poi ad estendere il raggio di azione del Fondo di garanzia anche a operazioni finalizzate alla capitalizzazione delle imprese.

Tratto da Il Sole 24 Ore 17/11/2008