Grandi Opere: nuove risorse dal 2009

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Grandi Opere: nuove risorse dal 2009

Riprendono fiato i fondi per le infrastrutture strategiche e per le opere ferroviarie.
Il decreto legge anti-crisi destina 2.300 milioni alla legge obiettivo e 960 milioni agli investimenti del Gruppo Ferrovie dello Stato.Per le opere strategiche nazionali, in particolare, l`articolo 21 autorizza contributi in “limiti di impegno“ quindicennali (mutui rimborsati dallo Stato, e` la formula da sempre utilizzata per la legge obiettivo) pari a 60 milioni di euro annui dal 2009 e 150 milioni annui dal 2010. Risorse che sviluppano in termini di investimento circa 11 volte tanto, dunque 660 milioni la prima parte e 1.650 la seconda.
Tutti i fondi sono impegnabili fin dal 2009, il che significa che tutti i 2,3 miliardi di euro possono essere assegnati a singole opere fin dal 1° gennaio 2009, fermo restando che le erogazioni di cassa sono possibili solo per 660 milioni circa nel 2009.In pratica, per finanziare un`opera gia` in corso, che “tira cassa“ subito, le risorse 2009 sono al massimo 660 milioni; ma per nuove opere, per avviare ad esempio una gara d`appalto che si trasformera` in cantiere effettivo solo nel 2010, possono essere utilizzati gli altri 1650 milioni circa, con effetto dunque di sbloccare l`intervento.Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, aveva chiesto come noto, nell`Allegato al Dpef, 4 miliardi di euro nel 2009 per la legge obiettivo, ma rispetto allo “zero“ che finora Tremonti aveva concesso nel Ddl Finanziaria questi 2,3 miliardi sono senz`altro una positiva novita`. Soprattutto perche` consentiranno di dare un po` di ossigeno alle infrastrutture strategiche del Nord, visto che quelle del Sud avranno a disposizione l`85% del Fondo infrastrutture strategiche che il Cipe assegnera` riprogrammando il Fas (articolo 18 del decreto legge, si veda Il Sole 24 Ore di sabato scorso).

Agli «investimenti del Gruppo Ferrovie dello Stato spa» vanno (grazie all`articolo 25) 960 milioni di euro per il 2009. Per il prossimo anno il bilancio statale a legislazione vigente prevedeva 3.500 milioni, in base ai quali e` stato aggiornato a inizio 2008 il Contratto di programma 2007-2011, ma il Ddl Finanziaria 2009, in approvazione in Parlamento, li ha ridotti a 2.362 milioni, con un taglio dunque di 1.138 milioni. Ora il decreto legge ne recupera 960, che essendo pero` a valere sui fondi Fas (quota infrastrutture nazionali) devono andare per l`85% a opere del Mezzogiorno. Fs non ha voluto ieri commentare questa norma, ne` in particolare il fatto che le risorse non vadano direttamente nelle casse di Fs, ma siano ripartire con decreto del ministro dell`Economia, di concerto con quello delle Infrastrutture.

Dal decreto legge esce invece meno bene l`Anas, che subisce un altro taglio di 87 milioni di euro alle risorse per gli investimenti 2009, dopo che gia` il Ddl Finanziaria aveva ridotto i fondi ordinari da 1.560 a l.205 milioni. L`articolo 3 comma 3, che congela i sovrapedaggi a favore di Anas introdotti nel 2007, comporta minori introiti stimati in 87 milioni di euro.

 

tratto da Il Sole 24 Ore di Alessandro Arona  – 02/12/2008