Decreto anticrisi – Le novità sulle infrastrutture

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Decreto anticrisi – Le novità sulle infrastrutture

Conferenza dei servizi per le opere statali con più poteri, limitazione dei ricorsi, nomina di commissari straordinari per accelerare le opere e rispettare i tempi.Sono queste le principali novità per il settore delle infrastrutture contenute nel decreto legge 185/08 approvato ieri dalla camera. Il decreto prevede innanzitutto l’individuazione di opere prioritarie a livello statale e regionale per le quali devono essere indicati i tempi di realizzazione e il quadro finanziario.Saranno poi nominati dei commissari straordinari delegati a vigilare sull’attuazione del cronoprogramma dei lavori. Il commissario delegato si dovrà occupare di monitorare e vigilare su tutte le fasi dell’iter di realizzazione, da quelle autorizzative, a quella di attuazione del contratto e al controllo sulle risorse finanziarie. Sui commissari vigileranno, a loro volta, i ministri competenti.

I poteri affidati ai commissari sono quelli previsti dalla legge 136/97 (c.d. sblocca cantieri) con possibilità di esercitare poteri sostitutivi per assicurare il celere avvio delle opere, nonchè di provvedere in deroga alla normativa vigente, motivandone la ragioni e indicandone le norme derogate, ma comunque sempre nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di affidamento dei contratti e in materia di tutela ambientale, paesaggistica e storico-artistica. I commissari saranno remunerati secondo quanto stabilito da un dpcm ma non riceveranno compensi nel caso in cui si registri un ritardo sui tempi indicati.

Si prevede inoltre la possibilità di stipulare il contratto con l’impresa aggiudicataria anche prima del termine dei 30 giorni dall’avvenuta aggiudicazione della gara.

Per le conferenze dei servizi si interviene modificando direttamente il dpr 383/94 sulla localizzazione delle opere statali e del demanio statale (quindi non soltanto per le grandi opere), e si prevede una sorta di corsia sprint legata all’approvazione del progetto da parte della conferenza stessa. In particolare l’articolo 20 del decreto legge stabilisce che l’approvazione da parte della conferenza, sostituisce tutti gli atti di intesa, i pareri, le concessioni, anche edilizie, le autorizzazioni, le approvazioni, i nulla osta, previsti da leggi statali e regionali.

Nel caso vi sia un dissenso espresso da qualche amministrazione, l’amministrazione statale, d’accordo con la regione, decide comunque sulla localizzazione dell’opera. Se il dissenso è espresso da una amministrazione statale preposta alla tutela ambientale, paesaggistica, e storico-artistica, laddove non si raggiunga una intesa nei successivi 90 giorni e il consiglio dei ministri dovesse ritenere che si debba procedere in difformità dalla previsione degli strumenti urbanistici, si provvede sentita la commissione interparlamentare per le questioni regionali con decreto del presidente della repubblica previa deliberazione del consiglio dei ministri su proposta del ministro o dei ministri competenti per materia.

Vengono poi dettate disposizioni per limitare i ricorsi “temerari“ e strumentali nel settore degli appalti prevedendosi che qualsiasi provvedimento venga adottato esso non determina mai la “caducazione“ degli effetti del contratto già in essere fra stazione appaltante e contraente. Il soggetto che abbia avuto ragione davanti al Tar potrà semmai chiedere il risarcimento dei danni “comprovati“ e sempre in una misura non superiore al dieci per cento delle opere che il ricorrente avrebbe potuto eseguire, in base all’offerta presentata, nel caso avesse vinto la gara. Se poi il ricorrente ha agito con colpa grave o in mala fede, può essere chiamato a risarcire il danno dal giudice per “lite temeraria“. Saranno di dieci giorni i termini per accedere agli atti e di trenta quello per notificare il ricorso al Tar, con cinque giorni per il deposito. L’udienza viene invece fissata entro 15 giorni dalla costituzione delle parti non ricorrenti e il deposito della sentenza avviene in udienza.

Sono poi stabilite nuove procedure per attivare forme di collaborazione con la Bei al fine dell’ammissibilità a finanziamento di progetti di infrastrutture strategiche di cui alla legge obiettivo che, peraltro, ai fini della progettazione e approvazione dei progetti viene finanziata con un ulteriore milione di euro per il 2009 e il 2010 che servirà per la struttura tecnica di missione.

 

(Andrea Mascolini Italia Oggi – 16/01/2009)