Appalti: Il decreto anti-crisi semplifica la procedura

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Appalti: Il decreto anti-crisi semplifica la procedura

Il mondo delle costruzioni incassa un’altra importante semplificazione dal decreto anti-crisi (decreto legge 185/2008).Dal momento della conversione del decreto, a fine gennaio, il documento unico di regolarità contributiva (Durc) sarà acquisito d`ufficio dalle stazioni appaltanti pubbliche in tutte gli appalti.Liberando le imprese da una procedura particolarmente onerosa, che poteva richiedere fino al massimo di un mese.

Saranno molto velocizzate e alleggerite le fasi di avvio dei lavori, ma soprattutto quelle di svolgimento: la misura, infatti, gioverà principalmente al rilascio degli Stati di avanzamento lavori (Sal), i documenti – necessari per i pagamenti – che attestano l’avvenuta esecuzione di una certa quantità di lavoro (e che, fino a oggi, erano subordinati alla presentazione di un Durc aggiornato da parte dell’impresa). Sarà la stazione appaltante, da ora in poi, a fare direttamente le sue verifiche.

Esprimono soddisfazione sia l’Ance che le piccole imprese, soprattutto Confartigianato e Cna, che da tempo avevano sollecitato l’approvazione della misura.

Con la nuova norma le stazioni appaltanti pubbliche sono tenute ad acquisire d’ufficio, anche tramite strumenti informatici, il Durc dagli istituti abilitati al rilascio (Inps, Inail e Casse edili).

La misura si colloca nella scia della facilitazione dell’accesso ai documenti della pubblica amministrazione, prevista a partire dalla legge 241/1990. In questo modo si sfrutta la possibilità di acquisizione rapida degli atti interni alla Pa, principalmente per via telematica. Limando i tempi di richiesta.

Il vantaggio sarà sostanziale. Spiega Giuliano Sciarri, responsabile nazionale costruzioni di Cna: «A […] costrette a partecipare a meno gare per ridurre gli oneri amministrativi e l’impiego di carta. Questo cambiamento rappresenta un passo nella giusta direzione».

Al momento della presentazione dell’offerta, fino a oggi, l’apporto delle imprese era limitato all’autocertificazione. Era la stazione appaltante ad avere, già  in quel caso, l’onere di richiedere il documento.

Con questo procedimento nel 2008 sui circa 400mila Durc emessi ogni anno per gli appalti edili, poco più della metà (circa 220mila) sono gia` di competenza delle stazioni. Il resto viene diviso tra imprese e intermediari, che raggiungono insieme quota 190mila domande. Domande dei privati che riguardano principalmente proprio la fase dei Sal, un momento nel quale la perdita di tempo risulta particolarmente gravosa.

«Era proprio il momento dello stato di avanzamento lavori – fa notare Stefano Bastianoni, segretario nazionale Anaepa-Confartigianato – quello in cui alle imprese veniva richiesto lo sforzo organizzativo maggiore, con tempi di attesa che arrivavano quasi sempre a una ventina di giorni e, a volte, raggiungevano il limite massimo previsto dalla legge di trenta giorni».

Per il rilascio dello stato di avanzamento lavori, da oggi, non sarà più il privato a doversi premurare di richiedere il documento, ma sarà  direttamente la stazione appaltante pubblica a fare una domanda, interna alla Pa, per ricevere le informazioni.

La misura va incontro alle richieste che l’Ance e le altre parti sociali avevano fatto al vecchio ministro dei Lavoro, Cesare Damiano, durante il tavolo di concertazione del 2007. Questa semplificazione avrà, infine, un importante effetto collaterale. Viene meno di colpo il problema della falsificazione dei documenti, per il quale gli enti abilitati al rilascio stavano cercando da tempo rimedi (come la carta filigranata).

 

(Tratto da “Il Sole 24 Ore” di Giuseppe Latour – 26/01/2009)