Infrastrutture: il punto di Confindustria

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Infrastrutture: il punto di Confindustria


Infrastrutture: Marcegaglia, risorse insufficienti bisogna fare di più

Le risorse pubbliche messe in campo dal Governo per le infrastrutture sono “insufficienti” e per questo occorre “fare di più”.A chiedere all’Esecutivo un maggiore impegno sul fronte della realizzazione di nuove opere, è il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, convinta che gli interventi infrastrutturali, nell’attuale fase di crisi, sono la migliore risposta anticiclica e consentono al Paese di porsi in una prospettiva di “sviluppo e crescita solida”.L’appello del numero uno degli industriali è giunto nel corso di una conferenza stampa nella quale le associazioni del settore di Viale dell’Astronomia hanno illustrato i capisaldi di un piano straordinario di interventi per il rilancio infrastrutturale. Oltre alla necessità pressante di recuperare il gap con gli altri Paesi, “in una fasi di crisi – ha detto la Marcegaglia – gli investimenti in infrastrutture rappresentano la leva migliore per dare una spinta alla domanda e dare una risposta anticiclica. Occorre puntare sulle opere già cantierabili in modo che l’impatto sia immediato”.

Il decreto 185 in materia di misure anticrisi è “apprezzabile, ma – ha incalzato Marcegaglia – c’è un problema per il 2009: le risorse non sono sufficienti e bisogna fare di più”. Confindustria “da un’importanza strategica alla realizzazione di infrastrutture sia per rispondere all’emergenza che per assicurare al Paese sviluppo e crescita solida”.

Di qui le proposte di intervento degli industriali perché “l’iter sia più veloce, efficiente ed efficace”.

(fonte Adnkronos 28 gennaio 2009)

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“Le misure anticrisi, nel decreto 185, vanno nella giusta direzione, ma sono limitate nella capacità di intervento anticiclico e strutturale”, ha detto il Vicepresidente di Confindustria, con delega per le infrastrutture, Cesare Trevisani.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato – è lavorare insieme al Governo per dettagliare la nostra proposta e arrivare a un pacchetto complessivo in grado di innescare un’azione di rilancio delle infrastrutture”.

Per Trevisani occorre in particolare, “risolvere alcuni nodi strutturali del processo decisionale e attuativo; dare più stabilità e certezza al quadro di riferimento programmatico e finanziario, perché le imprese possano operare in un contesto di sicurezza; qualificare l’azione infrastrutturale della pubblica amministrazione, ma anche la qualità delle prestazioni delle imprese“. Di qui le linee guida del “pacchetto” di proposte che le imprese della galassia confindustriale intendono presentare al Governo e, in particolare, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, al quale chiedono una convocazione in tempi brevi.

Per Confindustria, dunque, bisogna, innanzitutto agire sulla leva delle risorse.

I 3,7 miliardi di euro, previsti per il 2009, sono insufficienti e realisticamente, senza voler prendere come riferimento i numeri degli altri Paesi, una cifra congrua per far partire le opere immediatamente cantierabili si attesta a 7-8 miliardi di euro, da destinare per il 65% alle piccole e medie opere, come gli interventi di manutenzione, e per il 35% alle grandi opere, in primis quelle di collegamento alle reti europee e le interconnessioni tra diverse modalità di trasporto. A proposito di grandi opere, tra queste figurano, ad esempio, la realizzazione delle tratte ad alta velocità Milano – Verona e Verona – Padova, oltre a numerosi interventi necessari in materia di infrastrutture energetiche.

In quest’ottica, “il Ponte sullo Stretto di Messina non è anti-crisi”, ha detto con una battuta il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che, invece, ha sottolineato con forza il ruolo cruciale rivestito dalla realizzazione di piccole e medie infrastrutture. “Ci sono progetti già pronti nei cassetti delle amministrazioni locali. Queste opere – ha assicurato – potrebbero partire già da domani mattina.”

 

(fonte Adnkronos 28 gennaio 2009)