Gare, raggruppamenti specialistici

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Gare, raggruppamenti specialistici

Molte volte è capitato che, nel corso di una gara per l’esecuzione di diverse lavorazioni afferenti a più categorie, un’impresa, in possesso di idonea attestazione di qualificazione all’esecuzione di lavori pubblici per le opere principali, si sia vista esclusa in quanto non attestata nelle categorie cosiddette scorporabili; per contro, è accaduto che le stesse siano state invece regolarmente affidate in subappalto ad imprese totalmente carenti di attestazione.

Tale stato di cose ha ingenerato una grande incertezza, che tutt’oggi spesso affligge gli operatori che intendono partecipare a gare di appalto aventi ad oggetto più lavorazioni: scopo del presente articolo è dunque chiarire la questione, riportando un po’ di luce in tale «zona d’ombra».

Il quadro normativo di riferimento, benché innovato dall’entrata in vigore del D.Lgs. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, avendo la novella, nel caso di specie, riordinato solo alcune norme previgenti, affiancandosi per contro alle altre disposizioni ante riforma quali il Dpr. 554/1999 (limitatamente alle disposizione non abrogate) ed il Dpr. 34/2000.

Proprio sulla scorta dei due testi per ultimo citati, l’Autorità di vigilanza per i lavori pubblici (oggi Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), presieduta da Luigi Giampaolino, aveva già provveduto ad affrontare il quesito in esame all’indomani dell’istituzione del sistema di qualificazione: con la determinazione n. 25 del 20 dicembre2001, infatti il consiglio dell’Autorità ha provveduto a fornire alcuni «profili interpretativi in materia di bandi di gara e di esecuzione dei lavori».

Richiamando l’art. 30 del Dpr 34/2000, l’Autorità ha preso le mosse per definire la nozione di categoria prevalente da indicare nel bando di gara: tale è infatti la categoria di importo più elevate fra quelle costituenti l’intervento e per la quale è richiesta (così, l’art. 73 comma 1 Dpr 554/99) a ciascun partecipante la qualificazione pena l’esclusione dalla gara medesima.

L’art. 30 stabilisce, altresì, che le lavorazioni appartenenti a categorie generali o specializzate, diverse dalla categoria prevalente, e denominate categorie scorporabili, sono quelle di importo, singolarmente considerato, superiore al 10% dell’importo complessivo dell’appalto e, in ogni caso, quelle di importo superiore a 150 mila euro.

Sulla scorta di tale inciso, l’organo di vigilanza ha quindi richiamato il combinato disposte degli artt. 74 e 141 Dpr 554/99, sancendo che l’aggiudicatario dell’appalto può eseguire direttamente tutte le lavorazioni della categoria prevalente, nonché eseguire direttamente, ancorché privo delle specifiche qualificazioni, tutte le lavorazioni delle categorie scorporabili che non siano né generali né relative alla speciale elencazione di categorie di opere di cui all’art. 72 comma 4 Dpr 554/99, per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica e che fanno riferimento le categorie indicate nella tabella.

In tali casi, l’aggiudicatario potrà eseguire direttamente le opere solo laddove sia in possesso delle specifiche qualificazioni, dovendo, in caso contrario, affidare tali lavorazioni a soggetti in possesso di idonea qualificazione, con i quali il concorrente avrà costituito, apposita ATI (verticale) ovvero mediante subappalto: in tale ultimo caso, l’Autorità di vigilanza, ha ribadito (confermando l’ari. 141 reg. cit.) che qualora il subappaltatore sia in possesso di adeguata qualificazione, questi potrà eseguire, senza limiti di importo, anche tutte le lavorazioni delle categorie scorporabili, incluse quelle generali o quelle comprese nell’elenco di cui all’art. 72 citato.

Da tali incisi, e fornendo interpretazione alla tabella di corrispondenza di cui all’allegato A al Dpr 34/2000, l’Authority ha quindi proceduto a tracciare la linea di demarcazione tra categorie a qualificazione obbligatoria, per le quali vigono i limiti sopra indicati, e categorie a qualificazione non obbligatoria, liberamente scorporabili e subappaltabili: in particolare, rientrano nel genus a qualificazione obbligatoria tutte le categorie di opere generali (contraddistinte dall’acronimo Og), nonché le opere specializzate Os2, Os3, Os4, Os5, Os9, Os10, Os11, Os13, Os14, Os15, Os16, Os17, Os18, Os19, Os20, Os21, Os22, Os24, Os25, Os27, Os28, Os29, Os30, Os31 e Os33.

Per contro, le categorie non ricomprese in tale elenco, devono intendersi a qualificazione non obbligatoria.

Alle categorie a qualificazione obbligatoria non comprese nell’elenco delle categorie altamente specializzate (e cioè, le categorie Os9, Os10, Os15, Os24, Os25 e Os31) qualora siano indicate nel bando di gara come categorie scorporabili non si applica mai lo speciale divieto di subappalto, mentre si applica sempre la disposizione che ne permette l’esecuzione da parte dell’aggiudicatario soltanto se in possesso della relativa qualificazione.

Vige invece il divieto di subappalto in caso di opere generali o altamente specializzate, secondo l’accezione sopra richiamata.

Si noti che tali disposizioni in materia di categorie generali e specializzate, di categorie a qualificazione obbligatoria, di categorie a qualificazione non obbligatoria e di divieto di subappalto, non si applicano per agli appalti di importo pari o inferiore a euro 150 mila euro, in questi casi, pertanto, i concorrenti possono partecipare alle relative gare anche qualora in possesso dei soli speciali requisiti previsti dall’art. 28 Dpr 34/2000, e gli aggiudicatari possono eseguire direttamente tutte le lavorazioni previste nell’appalto con facoltà di subappaltarne il 30%.

L’entrata in vigore del Codice degli appalti poco ha modificato del quadro normativo posto a fondamento della determinazione dell’Autorità testé esaminata, che dunque conserva intatta la propria valenza.

L’art. 37 comma 11, infatti, conferma che laddove nell’oggetto dell’appalto rientrino, oltre ai lavori prevalenti, opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali, e qualora una o più di tali opere superi in valore il quindici per cento dell’importo totale dei lavori, se i soggetti affidatari non sono in grado di realizzare le predette componenti, possono utilizzare il subappalto con i limiti dettati dall’articolo 118, comma 2, terzo periodo; a sua volta, tale norma conferma il limite massimo subappaltabile del 30%. La sostanziale validità dei principi interpretativi forniti a suo tempo dall’Autorità è del resto confermata da recenti pronunce, rese in vigenza del D. Lgs. 163/2006 in occasione di richiesta di parere non vincolante: tra gli altri, con deliberazione n. 17 del 24 gennaio 2007, l’organo di vigilanza, richiamando la precedente determinazione n. 25/2001 citata, ne ha infatti esteso la portata al nuovo quadro normativo; ed egualmente, con parere del 21 maggio 2008, sono stati nuovamente richiamati i principi dettati con la suddetta determinazione 25/2001.

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tratto da Italia Oggi 6 maggio 2009 (Avv. Matteo Gabriele Pasotto)