Con le nuove regole il project financing torna attraente

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Con le nuove regole il project financing torna attraente

Il sostanziale trasferimento dei rischi dalla parte pubblica alla parte privata nelle operazioni di partenariato pubblico-privato (PPP), l’accelerazione delle procedure di autorizzazione e una maggiore velocità processuale. Sono questi i temi che stanno interessando negli ultimi tempi il settore delle infrastrutture pubbliche. Un settore cui la politica e l’economia stanno guardando come un volano per il superamento della crisi e il rilancio dell’economia italiana.Queste tre tematiche si inseriscono in un nuovo contesto normativo.Infatti il terzo decreto correttivo al Codice dei Contratti Pubblici (dlgs n. 152/2008) ha riscritto la disciplina sulla finanza di progetto introducendo finalmente una significativa riduzione dei tempi di gara per l’affidamento del contratto di concessione di lavori pubblici, attraverso la gara unica, e in generale una semplificazione della procedura, creando così i presupposti per rilanciare uno dei contratti di partenariato pubblico-privato strategico nel mobilitare le risorse private per la realizzazione delle infrastrutture.

Operazioni di partenariato pubblico-privato nelle «opere fredde», ossia a tariffazione sulla pubblica amministrazione (ospedali, carceri, uffici pubblici ecc.), dovranno garantire una corretta allocazione dei rischi sul privato, in particolare di costruzione e di disponibilità. All’amministrazione viene quindi attribuito ora il compito di operare in chiara identificazione, valutazione e quantificazione dei costi connessi a tali rischi. Il sostanziale trasferimento dei rischi di costruzione e di disponibilità sul privato è, da un lato, condizione essenziale affinché un’operazione possa rientrare nel PPP ai fini del rispetto dei vincoli di indebitamento posti dal patto di stabilità e crescita, secondo le decisioni Eurosrat.

Dall’altro lato, è oggi elemento centrale nella verifica della praticabilità e convenienza del PPP rispetto all’appalto tradizionale all’interno dello studio di fattibilità a base delle future gare in project financing. A seguito della ridefinizione della disciplina della finanza di progetto introdotta dal terzo decreto correttivo, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con la ben nota determinazione n. 1 del 14 gennaio 2009, nel dettare le linee guida per la redazione dello studio di fattibilità ha infatti richiesto alle amministrazioni di valutare preliminarmente, attraverso una puntuale comparazione, i vantaggi di realizzare un’infrastruttura pubblica con una forma di PPP rispetto a realizzarla con l’appalto nella forma tradizionale di finanziamento.

L’obiettivo è identificare con lo studio di fattibilità quella forma di finanziamento in grado di «raggiungere la condizione ottimale dei costi complessivi del progetto e della qualità dei servizi erogati (value for money)». Tale valutazione vede per l’appunto nel «valore» (seppur di difficile quantificazione) del trasferimento dei rischi sul privato un elemento fondamentale nel misurare la convenienza del PPP rispetto all’appalto.

L’individuazione dei rischi del progetto, il loro trasferimento e la loro gestione costituiscono a questo punto l’essenza del project financing e del PPP in generale. E quello che è già stato denominato «PPP Test» sposta d’ora in poi sulle pubbliche amministrazioni (che dovranno dotarsi delle necessarie competenze) il ruolo di motore e di governo delle operazioni in PPP.

Tratto da Milano Finanza di Giorgia Romitelli (partner di DLA Piper)