Codice degli Appalti

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Codice degli Appalti

Rimaneggiato tre volte nel giro di due anni, il Codice degli Appalti (Dlgs 163/06) ha subito la sua più profonda riscrittura con il terzo decreto correttivo, il Dlgs 152/08, in vigore dallo scorso 17 ottobre.
L’intervento più incisivo ha riguardato il project financing, ovvero il meccanismo di finanziamento privato di opere pubbliche.
Le procedure si sono sdoppiate: oltre alla gara in due fasi (con il vantaggio delle prelazione garantito al promotore privato) già esistente, è stata introdotta anche quella in unica fase per affidare l’opera in concessione. E già ora, a distanza di sei mesi, quello della gara unica si sta rilevando il sistema preferito dalle amministrazioni, perché taglia tempi e costi.

Il terzo correttivo ha introdotto anche un allargamento temporaneo dei requisiti chiesti ai costruttori per gli appalti pubblici, che scadrà a dicembre 2010.
Anche i progettisti beneficiano ora di maglie più larghe per le gare pubbliche.

Quanto agli appalti minori, in adeguamento alle richieste della commissione europea, il decreto ha abbassato da 5 milioni ad 1 milione di euro il tetto massimo in cui le stazioni appaltanti possono ancora applicare l’esclusione automatica delle offerte anomale. Con la conseguenza che nella fascia da uno a cinque milioni è ora necessario verificare voce per voce le giustificazioni dell’impresa per gli sconti fiscali.

 

tratto dal Il Sole 24 Ore Valeria Uva 15 giungo 2009