Infrastrutture: al prossimo CIPE

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Infrastrutture: al prossimo CIPE

Sara` l`allegato infrastrutture al Dpef che deve essere approvato entro il 30 giugno a indicare le grandi opere di serie A da finanziare con i 10,8 miliardi che il governo ha destinato dal Fas (fondo aree sottoutilizzate) e dalla legge obiettivo ai cantieri.Il Cipe per ora e` programmato venerdi` 26 giugno, ma per la convocazione ufficiale bisognera` attendere la prossima settimana. Silvio Berlusconi ha gia` anticipato, al convegno dei giovani industriali di Santa Margherita ligure, che il Governo punta a finanziare e sbloccare 19 opere di serie A.In cima alla lista dei dossier all`esame del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che lo proporra` per competenza al comitato interministeriale, ci sono il Ponte sullo Stretto, che dovrebbe ricostituire la dote originaria di 1.300 milioni, l`alta velocita` Treviglio-Brescia, il terzo valico ferroviario fra Milano e Genova, la ferrovia Pontremolese (che ha gia` avuto 230 milioni l`8 maggio scorso), la Salerno-Reggio Calabria e il terzo megalotto della statale 106 Jonica per l`Anas, le opere dell`Expo 2015 e il nutrito capitolo delle metropolitane: la linea C di Roma, forse la M4 e la M5 di Milano, certamente la linea 6 di Napoli e i sistemi di Catania, Palermo, Parma, Brescia e Bologna.

Poche novita`, in sostanza, rispetto alla prima indicazione informale che venne dal Cipe, su proposta di Matteoli, a marzo. Ora si tratta di accelerare con la distribuzione dei fondi alle singole opere. E il 26 giugno, con il Dpef infrastrutture, potrebbero andare al Cipe anche alcune di queste delibere di finanziamento. Da considerare in corsa anche l`aeroporto di Vicenza, la Pedemontana Lecco-Bergamo, il nodo stradale di Perugia e delle tre Valli, il collegamento Caianiello-Benevento, la Agrigento-Caltanissetta e il collegamento con la statale 117 bis, l`asse stradale Maglie-Santa Maria di Leuca.

Ci sono poi le opere che il governo conta di sbloccare senza l`aiuto finanziario statale: tra queste la Brebemi, la Grosseto-Civitavecchia, la Cisa.

Resta il capitolo delle piccole opere, su cui l`Ance, l`Associazione dei costruttori edili, ha continuato a tenere alta l`attenzione. C`e` un miliardo per la manutenzione delle scuole e un altro miliardo potrebbe arrivare per le opere urbane. Ieri un giudizio positivo all`accelerazione delle piccole opere in chiave anticongiunturale e` venuto dal direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, a Napoli per presentare un Rapporto sull`economia campana. «Per gli investimenti in infrastrutture – ha detto Saccomanni – sarebbe utile accelerare il completamento dei cantieri gia` aperti e realizzare le opere, spesso di piccola dimensione, piu` urgenti a livello locale; una piu` elevata priorita` potrebbe essere assegnata, nel medio termine, agli investimenti connessi con la fornitura di servizi essenziali, nell`edilizia scolastica e sanitaria, nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, nella distribuzione di acqua e energia».

Anche la Cgil, con la federazione degli edili (Fillea), ha chiesto ieri un piano di piccole opere. L`obiettivo e` «restituire, con oltre 35 iniziative sul territorio, centralita` al tema del Mezzogiorno, per rivendicare l`apertura immediata di 99 cantieri di opere pubbliche, tutte immediatamente cantierabili e tutte sotto la soglia dei cinque milioni di euro».

 

di Giorgio Santilli Il Sole 24 Ore – 16/06/2009