Infrastrutture: Grandi Opere a 10 commissari

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Infrastrutture: Grandi Opere a 10 commissari

Arriva una nuova generazione di commissari straordinari per le grandi opere.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il decreto che individua nove infrastrutture prioritarie e le affida ad altrettanti responsabili. Domani si terrà la prima riunione al ministero delle Infrastrutture, dove Altero Matteoli riunisce la «famiglia dei commissari» e farà un primo punto dello stato dell’arte, opera per opera. Ad aprire la strada alla nuova stagione era stato il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, cui parlamento e governo avevano affidato i poteri straordinari per il Ponte sullo Stretto, con l’obiettivo di sbloccare il piano finanziario, l’approvazione dell’aggiornamento del progetto definitivo e l’adeguamento dei costi. I poteri straordinari affidati dal parlamento a Ciucci addirittura sostituivano e aggiravano le competenze del Cipe.

 

I poteri dei nuovi commissari sono, per, più limitati rispetto a quelli affidati a Ciucci: dovranno soprattutto svolgere un’azione di «coordinamento, monitoraggio, impulso» rispetto alle amministrazioni ordinarie competenti. Un regista dell’opera, insomma, nella giungla delle competenze affidate ad Anas o Fs, comuni, province, regioni, sovrintendenti, vigili del fuoco, ministero dell’Ambiente. Un’antenna del governo, pronto a riferire al primo intoppo. Quanto ai poteri sostitutivi, scatteranno raramente, soltanto in caso di emergenza o di concreto blocco delle attività. Nulla a che fare con i poteri straordinari di Protezione civile e di ordinanza che furono attribuiti al commissario per il Passante di Mestre, forse l’unico caso vincente di commissario per le grandi opere degli ultimi dieci anni. Di successo non si può parlare invece né per i commissari sblocca-cantieri inventati dal governo Prodi nel 1998 né per i commissari della legge obiettivo voluti dal governo Berlusconi nel 2005.

Per i nuovi commissari è per prevista la possibilità di estendere con un decreto successivo del presidente del Consiglio i poteri sostitutivi, in presenza di difficoltà specifiche. Tutto comunque rigorosamente all’interno delle regole fissate dalle direttive Ue.

 

Nel decreto firmato la settimana scorsa da Berlusconi sono elencate nove opere della legge obiettivo che in questi 7-8 anni hanno stentato a mettersi in moto o sono comunque in ritardo rispetto alle previsioni iniziali.

Sono tutte opere di serie A, prioritarie da anni. C’è l’autostrada tirrenica Cecina-Civitavecchia, affidata all’ex sottosegretario diessino ai Lavori pubblici, Antonio Bargone, che oggi è anche presidente della stessa concessionaria Sat. Per Matteoli questo intervento è una priorità assoluta. C’è poi il progetto della galleria del Brennero e delle opere adduttrici, affidato a un altro ex sottosegretario ai Lavori pubblici, il mastelliano veneto Mauro Fabris.

 

C’è nell’elenco anche il nuovo corridoio autostradale tirrenico che comprende la nuova Pontina: sarà affidata a un altro illustre personaggio degli anni passati, l’ex presidente dell’Anas, Vincenzo Pozzi.

Non poteva mancare fra le opere da accelerare il terzo valico ferroviario fra Milano e Genova, assegnato a un tecnico, l’ex provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Lombardia, Walter Lupi. La sua nomina è stata salutata con entusiasmo dal presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Luigi Grillo.

Tecnici anche gli altri commissari nominati da Palazzo Chigi su altre due megainfrastrutture: a Paolo Besozzi è stata affidata la Pontremolese, mentre Roberto Viviani curerà la statale Ionica 106 in Calabria.

Nell’elenco presenti, infine, tre opere urbane: la metropolitana C di Roma, assegnata al dirigente del ministero delle Infrastrutture, Amedeo Gargiulo; il nodo ferroviario di Palermo per cui la nomina è andata a Giorgio Grossi; la viabilità di accesso al porto di Ancona per cui è stato prescelto Eugenio Gaudenzi.

Il decreto Berlusconi richiama per ogni opera il rispetto delle scadenze temporali previste dall’ultimo Dpef. Un punto cruciale su cui i commissari dovranno far convergere tutto il loro impegno. È infatti espressamente previsto che, in assenza del rispetto dei tempi, i commissari non incasseranno i compensi previsti.

 

 

Tratto da il Sole 24 Ore 15/9/2009 di Giorgio Santilli