Codice appalti modificato

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Codice appalti modificato

È alle porte la definizione dello schema di regolamento del Codice dei Contratti che il ministero delle infrastrutture intende trasmettere al Consiglio di Stato nelle prossime settimane per giungere alla sua approvazione entro dicembre, ma intanto continua a cambiare il Codice dei Contratti.È questo il quadro della situazione della normativa sui contratti pubblici, che vede il ministero delle infrastrutture impegnato nel delicato compito di varare il Regolamento ad un Codice che, nel frattempo, il legislatore continua a modificare senza tregua, fra spinte comunitarie (sentenze della Corte di giustizia) ed esigenza di snellimento.Per lo schema di regolamento si dovrebbe trattare di qualche settimana che servirà a definire la bozza che il Consiglio di Stato dovrà esaminare (il Consiglio superiore dei lavori pubblici lo ha già fatto prima dalla pausa estiva).

Nel frattempo sono arrivate e sono già in vigore altre modifiche della normativa primaria che impongono un coordinamento dello schema stesso.
Si tratta in primo luogo delle modifiche contenute nel decreto legge 78 (anti-crisi, convertito nella legge 102/09) che ha toccato innanzitutto la disciplina dei «contratti secretati o che esigono particolari misure di sicurezza» (art. 17), la disciplina dei termini per la presentazione delle offerte in caso di urgenza (art. 70), con la previsione di un termine non inferiore a quarantacinque giorni «se l’offerta ha ad oggetto il progetto definitivo» e la disciplina sull’anomalia delle offerte. Per quest’ultima, fra le altre cose, vengono eliminate le giustificazioni preventive che venivano inserite direttamente nell’offerta (sul 100% delle voci di prezzo e si introduce la possibilità per le stazioni appaltanti di procedere alla verifica delle prime cinque offerte anomale contestualmente e non una per una, cronologicamente.

Sono invece in vista altre modifiche al Codice dei contratti pubblici nello schema di decreto legge cosiddetto «salva infrazioni» esaminato dal Consiglio dei ministri il 9 settembre . Si tratta di modifiche (dovute all’adeguamento alla sentenza del 19 maggio scorso, causa C-358107, della Corte di giustizia) introdotte agli articoli 34, 38 e 49 del dlgs 163/06, che attengono al verificarsi delle situazioni di controllo in presenza delle quali è inibita la partecipazione contemporanea alla gara della controllante e della controllata. In particolare viene previsto, come regola generale, il divieto di partecipazione ma non sarebbe più assoluto, come oggi, bensì relativo (cioè si ammette la partecipazione contemporanea in determinate condizioni).

In particolare, per provare l’esistenza della causa di esclusione il concorrente dovrà o dichiarare di non trovarsi in una situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del Codice civile con nessun partecipante alla medesima procedura di gara, oppure, in caso di situazione di controllo con un’altra società partecipante alla gara, dichiarare che si trova in situazione di controllo con un determinato concorrente, ma che ha formulato autonomamente l’offerta.

Va infine dato conto delle modifiche, in itinere, alla disciplina del contenzioso previste nel disegno di legge comunitaria per il 2009 che prevedono la delega per la riforma dell’arbitrato con il contenimento dei costi, la riduzione dei termini per i ricorsi relativi a gare di affidamento di contratti pubblici, la valutazione immediata, da parte della stazione appaltante, sull’annullamento in autotutela del provvedimento lesivo o della gara.
Si tratta di modifiche che non potranno non avere un impatto anche sul Codice e che sono legate all’attuazione della direttiva europea 2007/66, che a sua volta, modifica le precedenti «direttive ricorsi» del 1989 e deI 1992.

Tratto da Italia Oggi di Andrea Mascolini 16/9/2009