Infrastrutture: dossier Aci sui ritardi del Paese

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Infrastrutture: dossier Aci sui ritardi del Paese

MILANO: Italia fanalino di coda in Europa per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto.Ritardi, opere incompiute, progetti completati ma non ancora finanziati, cronica carenza di investimenti privati, eccessiva dipendenza dalla gomma: un deficit infrastrutturale che costa al sistema produttivo nazionale qualcosa come 7,5 miliardi di euro all’anno e che, per essere colmato, necessiterebbe di nuove risorse per 50 miliardi.Il 43% delle opere strategiche per il paese è infatti ancora senza copertura finanziaria.

Ad oggi, solo il 3,6% dei lavori previsti nel 2001 è stato completato.

È la fotografia scattata dal rapporto Rilancio delle infrastrutture di trasporto: rischi e opportunità in tempo di crisi , presentato ieri a Riva del Garda dall’Automobile Club d’Italia.

Un vero e proprio bestiario contemporaneo, quello contenuto nelle pagine del rapporto, dove trova spazio, fra i tanti esempi, un cartello di lavori in corso esposto addirittura da 27 anni sulla statale Sorrentina che collega Torre Annunziata ad Amalfi.

Sulla Salerno-Reggio Calabria invece, mentre i cantieri superano in lunghezza le code che si formano ogni mattina, i costi di realizzazione hanno raggiunto la cifra record di 23 milioni al chilometro.

L’Alta velocità, se in Francia e in Spagna è costata poco meno di 10 milioni al chilometro, da noi è arrivata a superare i 32 milioni di euro.

Tanto basta per far scivolare lo Stivale in fondo alla classifica europea: il Lussemburgo presenta un livello di dotazione superiore del 141% rispetto all’Italia, l’Olanda del 135%, la Germania del 104 per cento.

Emblematico il dato della Spagna, che nel 1985 faceva segnare un 32% ma oggi ha colmato il suo gap e sfoggia un +9 per cento: mentre la penisola iberica dal 1990 ha ampliato la sua rete autostradale per quasi 7 mila chilometri, in Italia se ne sono costruiti solo 350.

«A frenare lo sviluppo infrastrutturale ha sottolineato il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi – c’è poi anche un livello di contenzioso abnorme. In caso di controversie giudiziarie i costi delle opere aumentano del 30% e i tempi di consegna del 96».

Per affrontare queste criticità sono stati nominati dei Commissari straordinari per supervisionare la realizzazione delle grandi opere. E mentre il procuratore antimafia Pietro Grasso propone la creazione di una white list per mettere alla porta «le infiltrazioni criminali che pesano come macigni sull’efficienza del sistema», a parlare di «situazione negativa ma dalla quale si può però uscire perché la crisi è un’occasione» è il presidente Anas Pietro Ciucci.

di Massimiliano Del Barba tratto da Il Sole 24 Ore 28/10/2009