Regolamento

image_pdfimage_print

Regolamento

«Un regolamento di semplificazione che racchiude in un unico testo le disposizioni attuative riguardanti i contratti di lavori, servizi e forniture». Cosi` il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta con soddisfazione il primo via libera del Consiglio dei ministri al “suo“ regolamento degli appalti. Un passo avanti a lungo atteso da tutti i fornitori della pubblica amministrazione perche` e` lo stesso codice degli appalti del 2006 che delega alle norme di attuazione la definizione di alcuni strumenti nuovi come l`appalto integrato di progettazione ed esecuzione insieme e l`accordo quadro, con cui affidare in un`unica gara una serie “aperta“ di lavori o servizi.

Come ha sottolineato lo stesso Matteoli, la nuova versione del decreto e` frutto «di una intensa attivita` di concertazione con le associazioni di categoria e le maggiori stazioni appaltanti pubbliche». Si spiegano cosi` alcune aperture concesse, per esempio, ai costruttori che hanno ottenuto una partenza diluita lungo tutto un anno della riforma del sistema di qualificazione.

Sull`altro fronte, anche le stazioni appaltanti potranno continuare a validare e verificare i progetti con la propria struttura interna e avranno tempo fino al 2013 per creare un organismo interno separato.

I progettisti, invece, hanno ottenuto una particolare attenzione al nodo dei maxiribassi che stanno flagellando il mercato: il regolamento non elimina – perche` non puo` farlo – del tutto il criterio del massimo ribasso nei servizi di ingegneria ma, tra le righe, sembra indicare la strada alternativa, quella dell`offerta economicamente piu` vantaggiosa, come la via preferita per questo tipo di gare. E in modo esplicito impone di assegnare la quota preponderante dei punteggi (65 su 100) ai fattori qualitativi dell`offerta a scapito del prezzo.

Ma il capitolo su cui il provvedimento va a incidere di piu` e` quello della qualificazione, ovvero dei meccanismi di accesso al mercato delle opere pubbliche.Prima con un`azione moralizzatrice. Partono subito infatti, senza attendere i sei mesi di vacatio previsti per tutto il resto del regolamento, le sanzioni alle imprese che presentano certificati dei lavori falsi e alle societa` private di verifica dei requisiti (Soa) che agiscono in modo scorretto. I primi rischiano multe fino a 50 mila euro e, nei casi piu` gravi, l`espulsione dal mercato per un anno o la perdita completa dell`attestazione.
Sanzioni pecuniarie anche per le Soa, da utilizzare come deterrente al posto dell`unica – troppo drastica – sanzione della revoca prevista fino a oggi. Piu` a lungo termine si imposta la revisione delle lavorazioni in cui e` suddiviso il mercato e si individuano con piu` precisione alcune “nicchie“, come il restauro o la prefabbricazione di facciate continue in acciaio.

Inoltre si aumenta il numero delle categorie specialistiche che devono essere per forza affidate a imprese qualificate del settore e non a quelle generaliste.Accolta poi la richiesta dell`Ance e delle piccole e medie imprese di articolare di piu` il sistema: saranno istituite due nuove classifiche intermedie di qualificazione: la III bis, in cui si posizionera` chi puo` svolgere lavori per un importo a base d`asta da 1,033 milioni a 1,5, e la IV bis, per la fascia da 2,582 milioni a 3,500.

Sul fronte della progettazione il regolamento indica in modo vincolante tutti i contenuti degli elaborati, a partire dallo studio di fattibilita`.

Il Consiglio dei ministri ha approvato senza modifiche lo schema che deve ora ricevere il visto della ragioneria e poi essere inviato al Consiglio di stato per il parere.

tratto da il Sole 24 Ore di Valeria Uva