Appalti

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Appalti

Il 2010 vedra` il via libera al regolamento del codice dei contratti pubblici, ma fra modifiche in corso e richieste di revisione complessiva del Codice dei contratti pubblici, il quadro normativo subira` ulteriori cambiamenti destinati a disorientare ulteriormente amministrazioni e operatori del settore. E` questo quanto potrebbe accadere se si analizza lo stato dell`arte dei principali provvedimenti in materia di appalti pubblici.Regolamento del Codice

Lo schema di regolamento generale del Codice dei contratti pubblici (dlgs 163/06), approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri che ha preceduto la pausa natalizia, e` certamente il testo piu` atteso dagli operatori. A distanza di dieci anni dal dpr 554/99 (il regolamento della legge Merloni), il quadro normativo di rango primario, piu` volte modificato, imponeva da diverso tempo l`aggiornamento delle norme regolamentari. A questo restyling si arriva pero` con sensibile ritardo, con le norme del Regolamento della Merloni ancora in vigore nelle sue parti ritenute compatibili con il Codice e con nuove norme di modifica del Codice in cantiere che potrebbero determinare ulteriori interventi di adeguamento. Si tratta di un ritardo dovuto, in parte, alla fretta con la quale si licenzio`, alla fine del governo Prodi, la precedente bozza poi bocciata dalla Corte dei conti e, per altra parte, causato dalla volonta` del ministro Matteoli, di riaprire una approfondita consultazione con gli operatori del settore. Adesso l`auspicio del governo e` evidentemente quello di portare a termine l`iter in tempi brevi (in particolare occorrera` vedere cosa dira` il Consiglio di stato con il suo parere), anche perche` il Regolamento entrera` in vigore, per buona parte, dopo sei mesi dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, come previsto dal Codice.
Molte le novita`: l`avvio della piu` articolata e efficace normativa sulla validazione dei progetti, l`aggiornamento delle norme sulla qualificazione delle imprese di costruzioni, nuove e piu` articolate sanzioni per le Soa e per le imprese, una disciplina sugli affidamenti degli incarichi di progettazione piu` attenta ai profili qualitativi e meno a quelli quantitativi, una rimodulazione della disciplina per l`esecuzione delle opere cosiddette «superspecialistiche», nonche` la disciplina di dettaglio per l`appalto integrato, per il dialogo competitivo, per gli studi di fattibilita`, la messa a regime del sistema di garanzie del performance bond.
Va segnalato che il regolamento del Codice conterra` non soltanto l`aggiornamento delle norme attuative della legge Merloni, ma anche quelle (riviste) del regolamento Bargone (dpr 34/000), quelle della legge obiettivo (affidamento a contraente generale), nonche` le (poche) norme sui settori speciali.

Recepimento direttiva ricorsi

Con la legge comunitaria per il 2008 fu data la delega al governo per recepire la Direttiva europea sui mezzi di ricorso (la 2007/66/ Ce del Parlamento europeo e del Consiglio dell`11 dicembre 2007, che ha modificato le precedenti direttive 89/665/Ce e 92/13/Ce); e a dicembre – anche in questo con ritardo, visto che la delega e` scaduta il 20 dicembre ma il decreto ancora non e` in vigore – e` arrivato lo schema di decreto legislativo di attuazione. Il testo prevede diverse innovazioni anche integrative e modificative del Codice dei contratti pubblici (in particolare per la Parte IV dedicata al contenzioso) improntate ad una piu` ampia tutela del soggetto privato (in particolare con i 35 giorni di termine sospensivo, il cosiddetto stand still, periodo che impedisce la sottoscrizione del contratto e l`esecuzione anticipata in via d`urgenza dopo l`aggiudicazione definitiva) e che comprende anche disposizioni relative ad altri istituti, come l`accordo bonario e l`arbitrato. Di particolare interesse e` anche il maggiore favore del legislatore delegato verso formule di soluzione alternative dei contenziosi, anche sorti in sede di gara fra concorrente e amministrazione, e, quindi, per la reintroduzione di clausole compromissorie in luogo dei giudizi ordinari.

Riforma del Codice dei contratti

E` da qualche mese che si e` tornati a parlare di una nuova riforma del Codice che vada nel senso di depurarlo delle residue norme che originano dalla legge Merloni e che rimetta ordine, meditandone i contenuti, in un testo che ormai e` frutto di una serie di stratificazioni che prendono le mosse dal 1994 e arrivano fimo a oggi. In sostanza e` stato proposto al governo, visto che appare piu` che probabile che si tratti di una legislazione di lungo periodo, di rivedere alcuni punti della attuale legislazione (in particolare sul prezzo piu` basso e sulle procedure di cui si chiede uno snellimento).

Nuove cause di esclusione

Con il disegno di legge comunitaria per il 2009 il governo ha poi previsto nuove puntuali modifiche al Codice in materia di cause di esclusione dalle gare. Le disposizioni, passate in Commissione al senato, prevedono innanzitutto l`esclusione per quei soggetti che non abbiano presentato i documenti o le dichiarazioni prescritti dalla legge o previsti dal bando a pena di esclusione in quanto finalizzati ad accertare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di partecipazione. In secondo luogo si prevede che sia esclusa l`impresa nei cui confronti risulti, in base a quanto emerge dal casellario informatico presso l`Autorita`, una iscrizione per omessa o falsa dichiarazione in merito ai requisiti e alle condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di affidamento o nel procedimento di rilascio della attestazione Soa. La norma stabilisce che l`esclusione scatta laddove l`iscrizione nel Casellario sia avvenuta nell`anno precedente alla data di pubblicazione del bando (dopo un anno l`iscrizione decade automaticamente) ovvero, nelle procedure senza bando, di invio dell`invito.

Proposte parlamentari

Fra le diverse proposte parlamentari di interesse per il settore quella che appariva piu` avanti nell`iter sembrava essere quella legata al ddl Bondi sull`architettura e al ddl Zanda sulla progettazione. Invece prima dell`estate le due proposte sono state fermate e non sono state piu` discusse. Restano quindi al palo le norme sul rilancio dei concorsi, sulla separazione fra progettazione ed esecuzione, sui limiti agli affidamenti a contraente generale e sugli incarichi di progettazione. Il tutto probabilmente perche` si trattava di norme che finivano per sovrapporsi al Regolamento e al Codice.

Tratto da Italia Oggi di Andrea Mascolini 6/1/2010