Trattativa sui lavori specialistici

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Trattativa sui lavori specialistici

Matteoli cerca una mediazione tra imprese civili e specialistiche sul nodo dell’accesso alle categorie specializzate.
Nell’incontro avuto con le associazioni componenti il tavolo tecnico (assenti gli specialisti della Finco) il Ministro ha concesso un mese di tempo in più proprio per trovare un punto di incontro che salvaguardi da un lato l’esigenza di migliore qualificazione nelle categorie specialistiche e dall’altro eviti di restringere troppo il mercato.
La Finco chiede per di entrare a far parte direttamente delle trattative. Intanto la scorsa settimana si è registrato uno stop al decreto che riforma il contenzioso negli appalti. Il provvedimento iscritto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri per il varo definitivo, è stato rinviato. E ora si lavora per portarlo al prossimo Consiglio dei ministri, in modo da rispettare la scadenza della delega il 20 marzo.
Nel Governo è ancora scontro sugli arbitrati. Preoccupano anche le sanzioni pecuniarie alternative all’annullamento del contratto che potrebbero scattare per gravi violazioni della stazione appaltante.

Un mese in più al regolamento di attuazione del codice. Dopo l’incontro a Porta Pia con alcuni dei principali rappresentanti del mondo dell’edilizia (dall’Ance a Confindustria, da Federcostruzioni a Oice e alle stazioni appaltanti come Anas e Ferrovie) il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha deciso di dare un mese di tempo al tavolo tecnico ministero-associazioni per intervenire sul regolamento di attuazione. In ballo, dopo il parere del Consiglio di Stato (si veda il numero precedente di Edilizia e Territorio) c’è in primo luogo la questione dell’allegato A1 che prevede un elenco obbligatorio di attrezzature per qualificarsi in alcune categorie specialistiche ed alza in alcuni casi la soglia all’8% rispetto al fatturato .
L’Ance ha consegnato a Matteoli uno studio sull’impatto di questo provvedimento. Secondo l’associazione guidata da Paolo Buzzetti (che rappresenta la posizione delle imprese generali che temono di perdere parte delle qualifiche) l’allegato produrrebbe un «effetto distorsivo» per via dell’obbligo di formare un’ATI verticale quando l’importo delle opere speciali supera il 15% del totale dei lavori con un numero molto ristretto di imprese superspecializzate. E a supporto della proprio tesi l’Ance cita anche l’Autorità di vigilanza che lamentava nella Relazione 2009 già «una concentrazione delle quote di mercato in capo a pochi operatori».
Ma sull’opera di mediazione del Ministero pesa la posizione della Finco (industria costruzioni, schierata a difesa delle categorie specialistiche): «Non eravamo presenti all’incontro con il ministro precisa la presidente Rossella Giavarini e non siamo neanche stati invitati ai successivi incontri e non capiamo perché visto che rappresentiamo quattromila imprese, molte delle quali direttamente interessate al tema». La Finco quindi ha chiesto al Ministero di essere integrata. L’associazione vede con preoccupazione anche l’articolo 85 del regolamento, una norma che consente all’appaltatore di utilizzare parte dei lavori subappaltati per qualificarsi sempre nelle categorie specialistiche.
Intanto il 18 marzo è programmata l’assemblea dell’AIF(Associazione imprese fondazioni) dove si tenterà di trovare una mediazione. L’associazione infatti rappresenta gli interessi di una categoria specialistica (la OS21 pali e fondazioni) per la quale è prevista sia l’attrezzatura obbligatoria che la nuova soglia dell’8 per cento. Ma al tempo stesso aderisce all’Ance.
Il suo presidente, Massimo Poggio, si schiera a favore di una maggiore selezione: «Mi sembra spiega che con questo elenco si privilegino le imprese che lavorano e investono in uomini e mezzi su quelle che fanno i general contractor persino in appalti da 300-400mila euro come accade ora». L’AIF ha fatto un sondaggio tra i suoi iscritti: «E abbiamo scoperto che chi veramente lavora nel nostro settore non avrebbe difficoltà a raggiungere la soglia dell’8% di attrezzatura sul fatturato aggiunge Poggio mediamente, anzi, siamo al 17 per cento». Poggio dichiara di voler arrivare a una mediazione: «Non si può continuare a rinviare questo problema in eterno». La trattativa al Ministero dovrebbe concludersi per metà aprile. L’obiettivo è di arrivare poi a modificare in tempi brevi il testo per portarlo tra la fine di aprile e maggio al varo definitivo del Consiglio dei ministri.
Tratto da Il Sole 24 Ore Edilizia e Territorio (15/03/2010) di Valeria Uva