Comunicato AIF sulla riforma del Codice Appalti

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Roma 2 marzo 2016  – L’ultima versione del Codice Appalti con la totale liberalizzazione del subappalto, giustizia definitivamente la “vera” media e piccola impresa a favore di meri intermediari economici e ad inevitabile discapito della sicurezza e della qualità delle opere.

Roma 2 marzo 2016 – con l’ultima versione del Codice, licenziata il 26 Febbraio u.s., non si è intervenuto più in difesa dell’Impresa qualificata e dotata di reali capacità organizzative, ma con due semplici passaggi normativi:

  • L’eliminazione del limite di subappalto (Art. 105) attualmente al 30%;
  • Lo stralcio del comma 11 dell’attuale art. 48 che prevedeva un trattamento di specifico riguardo per le imprese c.d. super-specialistiche;

si è concesso campo libero agli intermediari economici per giustiziare definitivamente la “vera” media e piccola impresa.

Tra le problematiche presenti nel più recente testo del Codice Appalti esistono le enormi difficoltà che si verrebbero a creare in questo Paese nell’ipotesi in cui la singola Stazione Appaltante, mediamente impreparata ed in carenza di organico capace, venisse affidato il compito di verifica delle capacità realizzative dell’Impresa.

La qualificazione è la pietra miliare di un sistema di regole che possono anche variare tenendo conto dei vari momenti storici e dei vari contesti operativi, ma che devono essere applicate a soggetti economici dello stesso tipo Imprese e cioè organizzazioni strutturate per la realizzazione diretta di opere. Solo dopo aver individuato ed omogeneizzato il settore specifico si possono pensare le regole.