Specialisti contro il Regolamento

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Specialisti contro il Regolamento

Ai costruttori civili di Ance e Agi va il secondo round del durissimo match che li oppone agli specialisti rappresentati dalla Finco e – da ultimo – anche alle Pmi dell’Aniem.
Ma per suonare il gong di fine partita bisogna attendere almeno la fine di questa settimana. Solo allora, se e quando arriverà l’atteso via libera definitivo per il regolamento di attuazione del codice degli appalti, si potrà capire chi è il vero vincitore. Fino a quel momento i giochi restano aperti. Ma come dicevamo in questo secondo round i costruttori generali si sono aggiudicati un punto prezioso: hanno ottenuto infatti che il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dopo una lunga riflessione e un’altrettanto vana attesa di un compromesso, sbloccasse il regolamento, buttando via l’allegato Al che tanto era inviso ad Ance e Agi. E che invece aveva rappresentato per la Finco la vittoria del primo round. Dunque salvo sorprese dell’ultima ora (da non escludere del tutto in questa delicatissima partita), Matteoli presenterà giovedì al Consiglio dei ministri il testo definitivo del regolamento, sostanzialmente immutato, salvo per un piccolo, grande, particolare: non ci sarà l’allegato che introduceva soglie minime di attrezzature indispensabili per ottenere la qualificazione in 16 categorie specialistiche.
Lo stralcio permette al Regolamento di riprendere e completare il proprio percorso. Ed è la soluzione caldeggiata dai costruttori civili di Ance e Agi che hanno sempre dichiarato di voler rinviare ogni scelta a una successiva trattativa. Si blocca così il tentativo di rivoluzionare, proprio a colpi di un semplice Allegato, l’assetto delle costruzioni, dando più peso alle lavorazioni specialistiche, finora relegate nel molo subalterno di subappaltatori.
LE PROTESTE
Una volta trapelate le intenzioni di Matteoli subito sono fioccate le proteste. Finco lamenta di essere stata esclusa «dal tavolo tecnico della riforma tenuto al Ministero» e spiega che «ora la situazione peggiorerà denuncia il direttore Angelo Artale sia perché sempre più i general contractor tenderanno a prendere i lavori specialistici, sia perché l’appaltatore principale potrà con il nuovo regolamento sfruttare il 10% dei lavori subappaltati per la propria qualificazione».
Commenti negativi anche dalle Pmi dell’Aniem. «Ci sembra assurdo che una misura effettivamente capace di incidere sulla riforma del sistema di qualificazione dichiara il suo presidente, Dino Piacentini debba essere abbandonata per evidenti difficoltà a trovare un punto di equilibrio tra imprese specialistiche e grandi imprese». «Se il problema dell’Allegato era quello di una possibile restrizione della concorrenza conclude Piacentini si potevano rivedere i parametri, ma non abbandonare questa impostazione».
Reagisce anche Assobeton. «Il Governo aveva dimostrato di voler imboccare una strada nuova e coraggiosa commenta il direttore, Maurizio Grandi. Se così non dovesse essere, la filiera continuerà purtroppo a ragionare solo in base al minor costo delle opere».
Ma alla partita manca l’ultimo round.
Tratto da Il Sole 24 ore Edilizia e Territorio 14 giugno 2010 Valeria Uva