Appalti: sfida tra grandi gruppi e PMI

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Appalti: sfida tra grandi gruppi e PMI

È ancora scontro tra costruttori civili e imprese specialistiche dell’edilizia sul regolamento degli appalti.
In queste ore prima dell’arrivo al Consiglio dei ministri di domani (18 giugno 2010) per il via libero definitivo sono in corso trattative serrate e pressioni dai due fronti per tentare di limare il testo. Con l’obiettivo finale, per entrambi, di conquistare peso e quote nel sempre più ristretto mercato dei lavori pubblici. E così il testo che il ministero delle Infrastrutture ha portato martedì al preconsiglio dei ministri è già stato modificato.
I costruttori civili, rappresentati da Ance e Agi (medie e grandi imprese edili), hanno segnato un altro punto a proprio favore: dopo lo stralcio del cosiddetto Allegato A1, che li avrebbe in gran parte esclusi dagli appalti per lavori specialistici adesso la novità dell’ultima ora sarebbe l’archiviazione definitiva di tutta la questione. In altre parole, nell’ultima versione è scomparso non solo l’AllegatoA1 ma anche il riferimento a un futuro decreto che doveva servire a riaprire le trattative e a dare in un futuro, più o meno lontano, maggiore spazio alle piccole e medie imprese specializzate.
Dunque la situazione resta quella attuale: per ottenere l’abilitazione nei lavori specialistici (prefabbricazione, armamento ferroviario, restauro e tutta l’impiantistica) non serve una determinata quantità di attrezzatura di settore.
 Questo meccanismo fin ora ha consentito anche a molti costruttori generali di ottenere la qualificazione e quindi l’accesso diretto a queste opere. E ha lasciato gli specialisti al ruolo marginale di subappaltatori.
Ma gli specialisti, rappresentati in questa battaglia dalla Finco (industria costruzioni) e dall’Aniem (Pmi edili),un risultato potrebbero ancora ottenerlo: un punto su cui sono ancora incorso le verifiche è quello che riguarda proprio il peso del subappalto.
Il Consiglio dei ministri potrebbe cioè eliminare del tutto la possibilità per le imprese appaltatrici generali di utilizzare una piccola parte dei lavori subappaltati (il 10%) anche per la propria qualificazione.
Potrebbe cioè saltare, proprio come chiede la Finco, un’altra delle porte di ingresso delle imprese civili ai settori specialistici.
Alla vigilia del Consiglio dei ministri la Finco tenta il tutto per tutto: oggi scriverà a tutti i ministri e ai presidenti di Camera e Senato per chiedere la retromarcia. «Con questa mossa sottolinea allarmata la presidente Rossella Giavarini la chiara indicazione delle capacità tecniche che devono possedere le imprese per assumersi la responsabilità di realizzare opere ad alta tecnologia e specializzazione verrà meno».
Per l’Ance invece è più urgente chiudere la partita: «La scelta di Matteoli mi sembra corretta spiega il presidente, Paolo Buzzetti perché le soluzioni vanno ponderate con calma, visto che è in gioco l’assetto futuro delle costruzioni».
Tratto da il Sole 24 Ore di Valeria Uva (17/06/2010)