Tracciabilità flussi finanziari

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Tracciabilit… flussi finanziari:

Nota Ance 17/09/2010   n.99

Alla Camera dei Deputati e` stata presentata una Risoluzione (n.7-00389, prime firmatarie le On.li Donatella Ferranti e Raffaella Mariani, del Gruppo parlamentare PD), da discutersi in Commissione Giustizia, sulle problematiche derivanti dall`applicazione delle norme relative alla tracciabilita` dei pagamenti nei contratti di appalto previste nella L.136/2010 sul “Piano straordinario contro le mafie“.
Sulla tematica e` intervenuta, altresi`, la Commissione Lavori Pubblici del Senato, dove il Presidente, Sen. Luigi Grillo (Gruppo parlamentare PdL), ha preannunciato l`adozione di un Atto di indirizzo auspicando, inoltre, una rapida risoluzione della questione da parte dell`Esecutivo, eventualmente con un provvedimento d`urgenza.

Nella Risoluzione della Camera dei Deputati viene evidenziata, in premessa, la valutazione favorevole del provvedimento nel suo complesso, che predispone strumenti idonei a contrastare con maggiore efficacia il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici, quali, ad esempio, l`identificazione dei lavoratori nei cantieri e la previsione del nuovo reato di turbata liberta` nel procedimento di scelta del contraente.
Viene, quindi, ricordata, tra le misure introdotte, la norma di cui all`articolo 3 del provvedimento sulla tracciabilita` dei flussi finanziari, in cui si prevede, in particolare, che gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonche` i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, a servizi e alle forniture pubblici debbano utilizzare uno o piu` conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la societa` Poste italiane spa, dedicati, anche non in via esclusiva alle commesse pubbliche e che tutti i movimenti finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici nonche` alla gestione dei finanziamenti debbano essere registrati sui conti correnti dedicati ed effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale.
Riguardo ai numerosi adempimenti introdotti dalla norma viene rilevato, tra l`altro, che la disposizione “e` priva di qualsiasi indicazione sul regime transitorio e lascia spazio a difformi interpretazioni che hanno come unico effetto quello di paralizzare i pagamenti delle amministrazioni pubbliche in un momento di forte crisi qual e` quello attuale“.
Inoltre, “la norma impatta pesantemente sulla organizzazione delle imprese ed impone la creazione di conti correnti dedicati e l`effettuazione di pagamenti esclusivamente tramite bonifico: il rispetto di tale norma comporta, dunque, che non solo le imprese appaltatrici ma anche i loro dipendenti siano obbligatoriamente dotati di un conto corrente bancario; presuppone poi che le amministrazioni siano dotate del CUP, senza il quale il bonifico e` addirittura nullo. Il compimento di adempimenti propedeutici e necessari al corretto funzionamento della norma richiede allora dei tempi tecnici indispensabili che il legislatore non puo` non aver previsto“.
 
Alla luce delle considerazioni espresse viene, quindi, chiesto l`impegno del Governo:
“a valutare – in considerazione della grave crisi economica in atto – tutte le iniziative utili volte a non far ricadere i costi del sistema sulle imprese“;
ad assumere iniziative volte a stabilire in modo inequivocabile l`applicazione della norma sulla tracciabilita` dei flussi finanziari per i soli contratti stipulati dopo il 7 settembre 2010, prevedendo – eventualmente – un regime transitorio che, entro tempi ragionevoli, consenta di definire con certezza gli adempimenti e gli adeguamenti organizzativi e gestionali che amministrazioni pubbliche e imprese dovranno porre in essere per dare piena efficacia alle disposizioni sulla pur apprezzabile tracciabilita` dei flussi finanziari“;
 “ad introdurre modalita` organizzative volte a semplificare tutti gli adempimenti burocratici a carico delle imprese, eventualmente anche attraverso un accordo con l`ABI o con le banche“;
“a valorizzare il contributo delle associazioni imprenditoriali, soprattutto nella fase di avvio del nuovo sistema, anche al fine di garantire una maggiore uniformita` di comportamenti ed un piu` corretto rispetto delle regole;

“a svolgere un monitoraggio nella prima fase attuativa, volto a evidenziare eventuali criticita` che potranno determinarsi, in vista di una possibile correzione del provvedimento“.Sul Portale Ance è disponibile il Testo della Risoluzione presentata. www.ance.it