Tracciabilità ed appalti

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Tracciabilit… ed appalti

Si studia una via di uscita in tempi brevi per il nodo della tracciabilità finanziaria negli appalti pubblici. Ieri la prima riunione fra le amministrazioni interessate, convocata a Palazzo Chigi, non è bastata a individuare una soluzione normativa per fronteggiare il caos che di fatto sta rallentando i pagamenti in molti appalti di lavori, servizi e forniture.
Un caos dovuto all’impatto, su un mercato da 70 miliardi l’anno, della legge 136/2010, che dal 7 settembre scorso ha praticamente cancellato dai pagamenti pubblici il contante. E ha imposto in un’unica tappa i versamenti con bonifico a tutta la filiera dell’appalto, lasciando per amministrazioni e operatori senza istruzioni.
Al tavolo convocato dalla Presidenza del Consiglio erano presenti ieri i tecnici di cinque ministeri (Infrastrutture, Economia. Interni, Giustizia e Sviluppo economico) insieme con l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici. Ma l’incontro non è bastato a individuare una linea comune.
L’ipotesi avanzata da Palazzo Chigi, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe quella di una moratoria, un provvedimento d’urgenza in grado di limitare per questi primi mesi l’impatto della tracciabilità. Ma la portata non è affatto chiara. Restano da superare alcune perplessità, espresse ieri soprattutto dal Viminale.Non è una novità, infatti, che il ministro Roberto Maroni abbia detto subito no a una qualsiasi sospensione della «sua» legge antimafia, appena votata dal Parlamento all’unanimità. Ma d’altro canto Palazzo Chigi, Autorità e le altre amministrazioni hanno insistito per una soluzione, anche transitoria. Si sonda, quindi, la praticabilità di una norma di interpretazione autentica della legge che possa riuscire a scaglionare la partenza. Non tanto per i contratti stipulati dopo il 7 settembre, giorno di entrata in vigore. Quanto piuttosto per tutti quelli già firmati e ora in esecuzione.
È vero che una prima nota informativa del Viminale li avrebbe esclusi, ma questo non è bastato a far ripartire tutti i contratti. Da qui l’ipotesi di una norma interpretativa da inserire in un prossimo decreto legge, che sospenda l’applicazione in attesa di un futuro regolamento.
Una soluzione che per non piace a tutti in quanto, di fatto, arretra di nuovo l’asticella dell’applicazione della legge e riapre quindi la spinosa questione della retroattività.
Più pacifica, invece, la questione dei subappalti. In questo caso si consolida la tesi già espressa dall’Autorità di vigilanza e condivisa da tutte le al-tre amministrazioni: il subappalto dovrà seguire sempre la sorte del contratto principale. Quindi è tracciabile solo quando il contratto madre lo è.

Il lavoro sulla tracciabiità proseguirà per tutta la settimana. Palazzo Chigi, infatti, ha chiesto a tutti i ministeri di avere in tempi brevissimi le osservazioni su]le varie questioni ancora aperte. In ballo infatti ci sono anche le istruzioni operative valide per tutti i nuovi contratti che l’Autorità ha di fatto già pronte ma che potrebbero essere integrate con ulteriori indicazioni. Le prossime ore saranno decisive invece per le sorti della moratoria: non è escluso che si riesca a portare un provvedimento d’urgenza già al prossimo Consiglio dei ministri.

Tratto da Il Sole 24 Ore di Valeria Uva 28 Settembre 2010