Infrastrutture: revocati i mutui non spesi

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Infrastrutture: revocati i mutui non spesi

Altola` del Governo alle infrastrutture bloccate che non spendono i fondi messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti. Il ministero dell`Economia sta procedendo infatti con i decreti di revoca dei mutui «interamente non erogati», operazione prevista dall`articolo 46 della manovra di fine maggio.
La lista delle opere azzerate e` ancora riservata ma al Cipe di venerdi` prossimo dovrebbe andare la riprogrammazione di una prima tranche di risorse revocate.
Si trattera` di una somma dell`ordine dei 300-350 milioni: l`opera prioritaria cui saranno destinate queste risorse recuperate e` il Mose, il sistema delle dighe mobili per la difesa di Venezia dalle acque alte, che sta macinando cassa nei cantieri lagunari e rischia di restare senza carburante.
Se la lista delle revoche di via XX settembre e` riservata, una prima certezza pero` c`e` gia`: una delle opere predestinate al taglio dei fondi, la Tirrenica Sud, vale a dire il raddoppio della Pontina fra Tor de` Cenci e Latina, sara` graziata dal ministero dell`Economia, come aveva ripetutamente chiesto la neogovernatrice del Lazio, Renata Polverini.
Proprio il peso politico della presidente della Regione appena eletta ha giocato il ruolo decisivo, perche` le condizioni tecniche per la revoca c`erano tutte: alla data di entrata in vigore del decreto legge 78, infatti, il mutuo di 359 milioni assegnato nel 2004 non era stato ancora erogato, anche per il cambiamento di progetto che aveva portato nel 2007 a definire un nuovo tracciato, proprio su input regionale.

Al Cipe di venerdi` dovrebbero andare anche i documenti dello «schema di decisione di finanza pubblica», tra i quali l`allegato infrastrutture. Come ogni anno, la relazione messa a punto dai ministeri delle Infrastrutture e dell`Economia svolgera` una fotografia dello stato dell`arte della legge obiettivo e della politica delle grandi opere, indicando anche le priorita` di strategia del Governo per il triennio successivo.La novita` di quest`anno sara` l`individuazione di una trentina di opere su cui si concentreranno risorse, attenzioni progettuali e spinta politica del Governo: sono le infrastrutture davvero strategiche per il Paese, quelle di serie A, che dovrebbero valere 110-120 miliardi.

Molte di queste, soprattutto al Centro-Nord, aspettano certezze finanziarie: le metropolitane milanesi, il Terzo valico sulla Milano-Genova, l`Alta velocita` Treviglio-Brescia e Brescia-Verona Mestre, il tunnel del Brennero, il completamento del Mose, la E45, la Torino-Lione che sta mettendo a punto un progetto preliminare da portare finalmente al Cipe e, presentera` un conto per l`Italia di 9 miliardi (uno piu` del previsto), salvo rinegoziare le quote 70-30 della tratta internazionale con la Francia.

Anche al Sud restano da affrontare numerose questioni delicate, come quella del Ponte sullo Stretto di Messina e del finanziamento della Salerno-Reggio Calabria: l`Anas starebbe rispolverando il progetto di pedaggiamento e affidamento dell`autostrada meridionale a un concessionario che assumerebbe la gestione dell`intera tratta in cambio del completamento dei lavori. La societa` stradale guidata da Pietro Ciucci starebbe gia` lavorando al bando per lanciare la gara di concessione. A proposito di concessioni, ieri un raggruppamento costituito da Astaldi, Vianini, Legacoop e Ansaldo ha dato notizia di aver consegnato al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, una proposta per contribuire al finanziamento della linea C «con un significativo apporto di capitale privato».Tratto da Il Sole 24 Ore 29/09/2010