Presentato a Roma il I Rapporto Federcostruzioni

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Presentato a Roma il I Rapporto Federcostruzioni


Negli ultimi tre anni, dal 2007 al 2010
, il settore delle costruzioni (edilizia e indotto) ha perso 67 miliardi di euro di produzione, passando da 391 a 323 miliardi di euro, pari a un crollo de117,3% in valori reali.
In un anno e mezzo, dal gennaio 2009 a giugno 2010 il settore ha perso 250 mila addetti, di cui 180 mila nelle costruzioni, 24 mila nella progettazione e 46 mila tra le imprese produttrici di materiali, macchine e tecnologie. E «se non ci saranno immediati interventi da parte del governo sono a rischio nel totale altri 250 mila posti di lavoro». Proprio le critiche all’esecutivo sono state il tema dominante nel corso della presentazione, ieri a Roma, del primo Rapporto di Federcostruzioni, la filiera delle Associazioni di Confindustria nel settore (costruttori, società di ingegneria, produttori di macchine e tecnologie per l’edilizia, prottori di materiali). «Stiamo assistendo – ha detto il presidente dell’Ance, e di Federcostruzioni, Paolo Buzzetti – all’abbandono di un settore nevralgico per la nostra economia. Oltre alla difficilissima situazione del mercato privato (crollo dell’edilizia residenziale de1 38% negli ultimi 4 anni, dati Cresme, ndr), assistiamo anche alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche destinate al settore» (taglio del 20% delle risorse statali per infrastrutture nel 2010 rispetto al 2008, dati Ance). «Da sempre – aggiunge Buzzetti – le costruzioni svolgono una funzione anticongiunturale. Dalla Spagna alla Francia, dall’Inghilterra alla Germania, sono state immesseci sorse e accelerate le procedure, consentendo l’apertura di cantieri piccoli e grandi. Da noi non solo sono state tagliate le risorse per le infrastrutture, ma non si rapisce come mai non partano neppure i programmi approvati, e le risorse stanziate restino nei cassetti».
Il riferimento è al Piano Cipe da 11 miliardi di euro del giugno 2009, rimasto ancora in gran parte privo di effetti sui cantieri. Federcostruzioni ha ricordato che un terzo delle risorse non è stato assegnato, e anche tra i due terzi assegnati quasi tutto è fermo: la delibera Cipe di novembre 2009 sul piano delle piccole opere da 413 milioni non è mai stata pubblicata, il piano contro il dissesto idrogeologico da un miliardo di euro (novembre 2009) non ha mai visto la luce, così come la seconda parte dell’edilizia scolastica (407 milioni) e l’edilizia carceraria (200 milioni).
A Federcostruzioni è arrivato l’appoggio del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, collegata in video: «Confindustria -ha detto – è a fianco di Ance e Federcostruzioni nelle sue richieste al Governo». «I vincoli europei di bilancio non sono in discussione – ha aggiunto Marce-gaglia- ma le manovre non si possono fare tagliando solo gli investimenti,bisogna invece incidere sulla spesa corrente e recuperare l’evasione fiscale».
L’altro allarme è sul ritardo dei pagamenti della Pa alle imprese (14 miliardi di crediti non pagati al settore e tempi medi che vanno peggiorando): la proposta di Federcostruzioni (a cui già nei mesi scorsi il ministero dell’Economia ha detto no) è di coinvolgere la Sace per dare garanzie e la Cassa depositi e prestiti per anticipare alle imprese le erogazioni. La terza priorità è eliminare la non scaricabilità dell’Iva sulle case nuove, se vendute dopo quattro anni dall’ultimazione, una grave penalizzazione-secondo l’Ance -per le imprese di costruzione in questa fase di stallo dell’immobiliare. «Diamo un mese al governo per reagire- ha detto il vicepresidente di Federcostruzioni, Andrea Negri – poi siamo pronti a manifestare insieme ai sindacati di categoria».

Tratto da il Sole 24 ore di Alessandro Arona 22 ottobre 2010