Appalti in Europa

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Appalti in Europa:

Appalti europei più semplici per le imprese italiane. In settimana, infatti, è stato lanciato il nuovo portale informativo e-Certis (www.ec.europa.eu/markt/ecertis), che contiene tutte le informazioni sui documenti richiesti in ogni Paese membro per la partecipazione agli appalti pubblici transfrontalieri. Ed è disponibile nelle 21 lingue ufficiali dell’Unione europea.
L’iniziativa è stata portata avanti dalla presidenza italiana del network europeo degli appalti pubblici, ed era comunque prevista sia dalla normativa comunitaria che dal Codice dei contratti pubblici. «Questo strumento di semplice consultazione contribuirà certamente allo sviluppo del mercato degli appalti pubblici europei», ha commentato il presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Giuseppe Brienza. Aggiungendo che «attraverso l’e-Certis le imprese, e soprattutto le pmi, potranno accedere più agevolmente ai mercati dei Paesi dell’Unione e, contestualmente, sarà più facile per le Amministrazioni aggiudicatrici verificare i documenti per l’attestazione dei requisiti di ordine generale».
Il nuovo portale, infatti, è a disposizione sia degli operatori economici (ai fini della presentazione delle domande di partecipazione agli appalti pubblici), sia delle amministrazioni aggiudicatrici per la verifica dei documenti presentati dagli operatori stranieri, a verifica della sussistenza dei requisiti di ordine generale (previsti dalla direttiva Ue 2004/18).
Il nuovo sistema, proposto dalla Commissione europea, è stato sviluppato congiuntamente con gli Stati membri che, attraverso gruppi di lavoro nazionali, hanno fornito tutte le necessarie indicazioni in esso contenute. L’aggiornamento e la gestione di ogni banca dati nazionale (compresa quella italiana) è rimessa alla discrezionalità degli Stati membri, in quanto responsabili dei contenuti.
Per l’Italia, il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie in cooperazione Con l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici è responsabile per la validazione delle informazioni inserite nel sistema.
L’iniziativa comunitaria e-Certis fa il paio con la proposta di direttiva della Commissione europea della settimana scorsa sul ritardo dei pagamenti. Che prevede che le fatture delle Pubbliche amministrazioni vengano pagate entro 30 giorni alle imprese aggiudicatarie degli appalti. Un termine che potrà essere elevato a 60 giorni solo per quel che riguarda le fatture del settore sanitario.
La proposta della Commissione è stata approvata all’unanimità dalle Commissioni mercato interno e giuridica dell’Europarlamento, ed entrerà in vigore presumibilmente a gennaio, previa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale europea. Dopo di che gli Stati membri avranno due anni di tempo per applicarla.
Per la pubblica amministrazione italiana si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo, visto che l’Italia guida la classifica dei «cattivi pagatori» con un ritardo medio stimato in 186 giorni, ma che arriva a superare i 600 giorni nel caso delle forniture a strutture sanitarie come Asl e ospedali.
In termini economici si tratta di una cifra astronomica, tanto che fonti comunitarie stimano in 30-40 miliardi di euro di debiti non onorati. «Le nuove regole consentiranno alle imprese di recuperare risorse necessarie per innovarsi e crescere», ha commentato il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani. Ricordando che l’entrata in vigore della direttiva consentirà alle aziende di usufruire, a livello europeo, di una maggiore liquidità per 180 miliardi di euro.
Da ricordare, infine, come per i pagamenti diretti tra imprese, il limite per i pagamenti è già fissato a 60 giorni, salvo diversi accordi tra le parti. In caso di ritardato pagamento, secondo la nuova direttiva, scatta l’obbligo di corrispondere gli interessi legali, che vanno calcolati prendendo a riferimento il tasso previsto dalla Banca centrale europea, maggiorato di 8 punti percentuali. La misura minima della penale è stata fissata dall’Ue a 40 euro.
Tratto da Italia Oggi di Paolo Bozzacchi 28/10/2010