Tracciabilità rinviata a marzo 2011

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Tracciabilità rinviata a marzo 2011

Dopo due mesi di attesa scatta la moratoria per la tracciabilità degli appalti.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 novembre il decreto legge sulla sicurezza che contiene anche due articoli (1’8 e il 9) relativi, appunto, all’obbligo di utilizzare mezzi tracciabili per i pagamenti nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

L’impianto del provvedimento è, di fatto, quello che già circolava da tempo in bozza:

  1. sospensione per sei mesi (ma due sono già passati nell’attesa) per i contratti firmati prima del sette settembre dell’obbligo di tracciabilità nei pagamenti;
  2. ammissione di nuovi mezzi di pagamento (Rid e Riba ad esempio) per garantire la tracciabilità nei contratti successivi a quella data;
  3. possibilità di utilizzo multiplo di un singolo conto corrente.
Tra le novità dell’ultima ora invece c’è il chiarimento sulle sanzioni pecuniarie, affidate alle prefetture che raccoglieranno le segnalazioni dell’autorità giudiziaria.
VECCHI CONTRATTI
Vale solo per loro la moratoria di 180 giorni che scattano però non dalla pubblicazione di questo provvedimento, ma dalla legge antimafia (la 136/2010). E cioè dal 7 settembre scorso. Quindi l’adeguamento dei contratti va completato entro il 16 marzo 2011.
Non ci sono più disposizioni, indicazioni e regolamenti da attendere: questi 120 giorni che restano devono essere utilizzati dagli appaltatori per comunicare alla stazione appaltante gli estremi dei conti dedicati e da operatori e stazioni appaltanti per inserire nei contratti la clausola della tracciabilità, pena la risoluzione automatica del contratto. A sua volta l’appaltatore dovrà approfittarne per regolare e adeguare i propri rapporti con tutti i subappaltatori della filiera.
NUOVI CONTRATTI
A questi il decreto fornisce indicazioni di comportamento. Cerca, ad esempio, di definire dove finisce la filiera dell’edilizia e cita la definizione di subappalto contenuta nel codice dei contratti (articolo 118, comma 11, del Dlgs 163/2006).
Sono subappalti quelli che impiegano manodopera di importo superiore al 2% dell’importo delle prestazioni affidate o comunque sopra i 100 mila euro in cui la manodopera incida per oltre il 50% dell’importo del contratto da affidare.
Oltre al bonifico bancario e postale sono ammessi anche altri mezzi di pagamenti «purché — si legge nel testo — idonei ad assicurare la piena tracciabilità della transazione finanziaria».
Dunque, salvo ulteriori approfondimenti tecnici, l’espressione dovrebbe poter ricomprendere i Rid e le ricevute bancarie. Va approfondita meglio invece l’ammissibilità dell’assegno: non tanto perché non sia tracciabile, quanto piuttosto perché una norma successiva impone di riportare negli strumenti di pagamento utilizzati sempre il Cig. Operazione questa che potrebbe inficiare la validità dell’assegno stesso. E veniamo al Cig: con il decreto legge approvato è il codice identificativo di gara, ovvero quel numero assegnato dall’Autorità di vigilanza sui contratti sia per riscuotere il contributo di gara, sia per seguire lo sviluppo dell’appalto, a diventare il più importante. Sarà il Cig il sistema più usato per la tracciabilità e il Cup invece sarà da riportare solo dove previsto.
Ulteriori chiarimenti:
  • ogni conto corrente potrà servire più appalti;
  • gli stipendi del personale dovranno essere appoggiati per intero sul conto corrente tracciato anche se riferiti a prestazioni per più appalti;
  • sarà il prefetto, anche su segnalazione dell’autorità giudiziaria, a determinare la multa da pagare, che sarà legata al valore della transazione non tracciata.

Tratto da il Sole 24 Ore Edilizia e Territorio di Valeria Uva 8 Novembre 2010

NOTA ANCE SULLA TRACCIABILITA’