Codice Appalti

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Codice Appalti

La Corte dei conti ha chiesto chiarimenti al ministero delle infrastrutture sulle norme dello schema di regolamento del Codice relative ai compensi dei collaudatori, alle tariffe delle Soa, alla disciplina delle opere superspecialistiche e alla qualificazione inerente le opere subappaltate.
Intanto, intanto il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Francesco Karrer, intervenendo ieri in commissione lavori pubblici del Senato, ha espresso una valutazione positiva sul regolamento e in particolare sulla centralità del progetto. L’intervento di Karrer al Senato era dedicato soprattutto al ruolo e alle funzioni del Consiglio, ma la discussione è andata anche sul regolamento del Codice: «ho avuto modo di evidenziare», ha detto Karrer a Italia Oggi, «l’elemento della centralità della progettazione e la funzione dello studio di fattibilità, ma più in generale ho sottolineato come in futuro sarebbe auspicabile produrre norme meno descrittive e prescrittive, a vantaggio di disposizioni centrate sull’affidabilità delle amministrazioni, con maggiori sanzioni e controlli». Nel corso dell’audizione il presidente del Consiglio Superiore ha poi illustrato le molteplici funzioni dell’organo consultivo,  da cui passano le regole del 60% delle imprese che operano nel settore delle costruzioni, anche in una ottica federale visto che incidiamo su materie, come la zonizzazione sismica, la sicurezza, che regoleranno implicitamente il mercato regionale.
Intanto secondo indiscrezioni filtrate nella giornata di ieri, l’Ufficio di controllo di legittimità sugli atti del ministero delle infrastrutture della Corte dei conti, avrebbe trasmesso alla sezione centrale della magistratura contabile (ma anche al ministero delle infrastrutture che starebbe fornendo i necessari chiarimenti) alcune osservazioni relative allo schema di regolamento del Codice dei contratti, in vista del parere che dovrà essere espresso entro il 20 dicembre.
Fra gli argomenti più delicati toccati dalla Corte vi è, ad esempio, la disciplina dei requisiti per l’esecuzione delle opere superspecialistiche, per la quale la Corte si sarebbe limitata, per ora, a segnalare che il rinvio della regolamentazione ad un Dpcm (in luogo di una disciplina inserita direttamente nel regolamento) è stato dettato da ragioni di opportunità.
Di rilievo anche l’osservazione sui compensi dei collaudatori: la Corte avrebbe segnalato che il riferimento alle tariffe professionali per i collaudatori interni, dipendenti delle amministrazioni, sarebbe improprio dal momento che andrebbero pagati con l’incentivo del 2% previsto dal Codice per le attività di progettazione, direzione lavori e di collaudo.
Con riferimento poi alla disciplina che definisce i corrispettivi per le prestazioni rese dalle Soa (che nel testo sono considerati corrispettivo minimo della prestazione resa ) la Corte non riterrebbe la norma coerente con la disciplina che ha abolito i minimi tariffari. In merito alla vigilanza sull’attività delle Soa, la Corte rileverebbe che il Codice rinvia ad una fonte amministrativa subordinata e non al regolamento (che quindi non doveva occuparsi di questo profilo).
Sempre per quel che concerne le Soa la magistratura contabile avrebbe espresso delle perplessità sulla mancanza di norme sul controllo sull’attività di promozione commerciale delle Soa. Con riguardo alla norma che ammette che l’impresa aggiudicataria possa utilizzare l’importo dei lavori delle categorie scorporabili sia per la qualificazione nella categoria prevalente, sia per la qualificazione nella categoria scorporabile (nel limite del 10%), la Corte avrebbe messo in evidenza che la giurisprudenza del Consiglio di stato richiede che la qualificazione avvenga in base a quanto effettivamente svolto.
Tratto da Italia Oggi 24 novembre 2010