Regolamento al Codice degli Appalti

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Regolamento al Codice degli Appalti

Si chiude il lungo iter di questo provvedimento, atteso da tre anni e rimasto incagliato proprio alla Corte dei conti nella sua prima versione firmata dall’allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro.
Uno scenario che per un momento si è temuto si ripetesse anche con la versione rivista dal ministro Altero Matteoli: la sezione della Corte dei conti distaccata alle Infrastrutture aveva licenziato il regolamento per le sezioni riunite con corpose osservazioni. Che ieri però, dopo l’intervento dei tecnici di Matteoli, sono state in gran parte superate. A questo punto manca soltanto la pubblicazione in Gazzetta (attesa fra qualche settimana), e una lunga vacatio di 180 giorni per avere tutta la normativa sugli appalti racchiusa in un testo unico, anche se con più di 700 articoli. Ma sul punto che ha tenuto bloccato il regolamento per mesi (il conflitto tra imprese generali civili e imprese specialistiche per l’accesso al mercato) la Corte dei conti ieri non ha messo la parola fine.
La scelta di Matteoli di rinviare a un successivo decreto, i criteri per accedere al mercato dei lavori specialistici, non è stata accolta dalle sezioni riunite che ne hanno chiesto lo stralcio. Rischia di riaccendersi il conflitto che ha visto le imprese specialistiche (impiantistica, facciatisti, specialisti delle fondazioni) opporsi alla pretesa dei costruttori generali di abilitarsi anche peri lavori più settoriali.
Per Mario Lupo, presidente delle grandi imprese civili dell’Agi, «ora bisogna rimettere mano alla definizione dei criteri di selezione, eventualmente anche modificando il Codice degli appalti In ogni caso i contraenti generali che coordinano cantieri complessi come il Ponte sullo stretto devono poter fare tutto».
Sulla stessa linea anche l’Ance. Secondo il presidente Paolo Buzzetti «l’arrivo del regolamento è comunque un grande traguardo per tutto il settore perché contiene garanzie importanti, ad esempio sul controllo e la validazione dei progetti». L’Ance sottolinea quindi il grande sforzo di mediazione svolto «in primo luogo dal ministro Matteoli e poi anche dal suo staff».

Dagli specialisti
della Finco arrivano commenti improntati alla prudenza: «Aspettiamo di vedere il parere della Corte dei conti-premette il direttore Angelo Artale – ma certo se non sarà ripristinato l’elenco delle attrezzature obbligatorie per ottenere l’abilitazione ai lavori specialistici chiediamo subito di tornare a trattare».
Ieri la Corte dei conti ha censurato anche la scelta di remunerare i dipendenti pubblici impegnati nel collaudo con le tariffe professionali dei progettisti. Ma l’impianto del regolamento è confermato. Tra le novità, l’obbligo di far controllare e validare i progetti da organi terzi rispetto al progettista, anche sotto il profilo dei prezzi. Subito in vigore le sanzioni per le imprese che non collaborano con l’Autorità di vigilanza (multa fino a 25mila euro ed espulsione dal mercato in caso di comportamento recidivo) o che utilizzano certificati dei lavori falsi (sanzione raddoppiata a siila euro più la segnalazione nella banca dati).
Tratto da Il Sole 24 ore 30 Novembre 2010 di Valeria Uva