Sentenza Consiglio di Stato su massimo ribasso

image_pdfimage_print

Sentenza Consiglio di Stato su massimo ribasso

Illegittimo prevedere nelle gare d’appalto il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso, se le prestazioni previste nel capitolato non siano standardizzate, ma richiedano completamenti o miglioramenti da parte delle ditte offerenti. In questo caso, infatti, è illogico riferirsi solo al prezzo e risulta, simmetricamente, necessario utilizzare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Lo dice il Consiglio di stato, sezione V, nella sentenza 3 dicembre 2010, n. 8408 (www.lexitalia.it). Palazzo Spada non nega che la scelta del criterio di aggiudicazione da utilizzare per ogni singola gara rientri nel pieno apprezzamento discrezionale di ciascuna amministrazione, considerando che, ai sensi della normativa comunitaria e del dlgs 163/2006 il massimo ribasso e l’offerta economicamente più vantaggiosa sono equiordinati.
Esiste, tuttavia, un principio di logica tecnica al quale riferirsi. II criterio del prezzo più basso è caratterizzato da un notevole automatismo ed è l’unico elemento preso in considerazione per l’aggiudicazione: si presta, dunque, a un utilizzo coerente se le obbligazioni contrattuali siano univocamente considerate.
L’offerta economicamente più vantaggiosa si basa su una pluralità di elementi variabili (prezzo, qualità, pregio tecnico, servizi successivi) ed è più idonea per prestazioni non precisamente individuate in modo immodificabile e chiuso dal capitolato. Pertanto, laddove la legge speciale della gara attribuisca particolare rilievo ad aspetti qualitativi e variabili dell’offerta, la scelta del criterio del massimo ribasso appare illogica e, come tale, illegittima.
Nel caso esaminato dalla sentenza, l’amministrazione appaltante aveva scelto il criterio del massimo ribasso per un noleggio di attrezzature informatiche, arricchito da servizi di manutenzione, rifacimento di locali e impiantistica, assistenza tecnica e formazione professionale. Il capitolato per molte delle voci componenti la prestazione ha previsto che le specifiche tecniche descritte fossero soltanto soluzioni «minime», soggette a miglioramento progettuale, da parte degli offerenti; oppure, il capitolato richiedeva agli offerenti di proporre soluzioni tecniche alternative e migliorative di quelle indicate. Pertanto, il capitolato ha descritto in modo analitico le specifiche tecniche, ma non le ha considerate fisse o «standard», richiedendo espressamente addirittura migliorie progettuali o qualitative.
Tratto da Italia Oggi di Luigi Olivieri 10/12/2010