Ritardi nei pagamenti

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Ritardi nei pagamenti: al via un tavolo dei lavori

Circa 70 miliardi di crediti vantati dalle imprese italiane nei confronti della pubblica amministrazione. E, di contro, un ritardo nei pagamenti che tocca i 143 giorni. Bastano queste due cifre per fotografare la questione dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Tema affrontato nel dlgs 149/11 (l`ultimo dei decreti attuativi del federalismo fiscale, pubblicato sulla G.U. n. 219 del 20/9/2011). E per il quale, in particolare, l`art. 16 prevede l`istituzione, presso il ministero dell`Economia, di un tavolo tecnico per individuare terapie idonee ad affrontare uno dei mali piu` gravi che affligge il nostro sistema economico.

Come emerge dalle rilevazioni piu` recenti, in effetti, il problema dei ritardati pagamenti da parte dei committenti pubblici sta registrando un continuo peggioramento, con conseguenze sempre piu` gravi per le aziende (piccole e medie imprese, in particolare), ormai strozzate dalla carenza di liquidita`.

Da ultimo, lo ha ricordato con forza l`Ance, che nella recente Assemblea annuale ha posto il punto in cima all`agenda delle richieste al Governo. Le cifre in ballo, del resto, sono imponenti: gli imprenditori vantano, appunto, 70 miliardi di crediti incagliati, cifra confermata, pochi mesi fa, dal ministro allo Sviluppo economico Romani, anche se non facilmente verificabile dato che le attuali regole della contabilita` pubblica non consentono agevolmente di distinguere, tra i «residui passivi» della p.a., i debiti veri e propri.

Sulle cause di tale fenomeno concordano tutti: carenze di cassa, inefficienza gestionale, eccesso di burocrazia, scarsa capacita` di programmazione e soprattutto rigidita` del Patto di stabilita` interno.

Non sorprende, pertanto, che a finire piu` spesso sul banco degli imputati siano gli enti soggetti al Patto, ovvero le Regioni (oltre 40 miliardi di debiti, soprattutto per la spesa sanitaria) e gli enti locali (circa 16 miliardi di debiti).

Sulle soluzioni, invece, le certezze sono assai meno granitiche: molte delle misure fin qui varate, infatti, si sono rivelate inefficaci.

Ora il decreto «premi e sanzioni» rilancia, ma il menu` dei possibili interventi e` piuttosto tradizionale. Per «formulare soluzioni finalizzate a sopperire alla mancanza di liquidita` delle imprese determinata dai ritardi dei pagamenti degli enti territoriali», gli esperti del Mef, che saranno affiancati dall`Abi e da un rappresentante ciascuno per Regioni ed enti locali, potranno:

valutare forme di compensazione all`interno del Patto regionale, anche in considerazione delle diverse fasce dimensionali degli enti territoriali;

valutare la definizione di nuove modalita` ed agevolazioni per la cessione pro soluto dei crediti certi, liquidi ed esigibili maturati dalle imprese nei confronti delle p.a.;

stabilire criteri per la certificazione degli stessi crediti;

– definire i casi in cui la stipulazione, da parte degli enti locali, di un contratto di locazione finanziaria non costituisce forma elusiva delle regole del Patto.

A parte l`ultima previsione (peraltro priva di rilevanza sistematica), si tratta di interventi gia` previsti dalla legislazione vigente, che finora hanno pero` prodotto risultati modesti. Saranno sufficienti a contrastare gli effetti della crisi e della duplice manovra estiva, che ha assestato i colpi piu` duri proprio ai ritardatari cronici, tagliando le risorse per la sanita` e inasprendo ulteriormente il Patto, che per di piu`, entro i prossimi tre anni, verra` esteso anche ai piccoli Comuni? Ai posteri…

Tratto da Italia Oggi Sette 10/10/11