Infrastrutture leva per la crescita

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Più margini per il recupero dei prezzi contrattuali con il «caro-materiali»; suddivisione in lotti per favorire le piccole e medie imprese; defiscalizzazione per alcune opere cantierabili; più risorse dalla riassegnazione di finanziamenti revocati; agevolazioni per le società di progetto; snellimento procedurale per l’approvazione dei progetti; débat public per la localizzazione delle infrastrutture strategiche; soppressa la norma sull’aggiudicazione dell’appalto al netto del costo del lavoro.

Sono questi alcuni dei punti principali della corposa bozza di decreto-legge per la crescita e per lo sviluppo ieri in discussione in consiglio dei ministri.

Diverse le modifiche al Codice dei contratti pubblici:

confermata la soppressione della norma del decreto legge 70/2011 che prevede l’aggiudicazione degli appalti al netto del costo del lavoro; riscritta la norma interpretativa sul divieto di varianti (oltre il 20%) nel senso di ritenerla applicabile ai contratti stipulati dopo l’entrata in vigore della legge 106/2011, di conversione del decreto legge 70.

Inserita una norma che rende responsabili in solido il progettista e il verificatore per errori od omissioni progettuali da fare valere, da parte dell’impresa, nei confronti dei soggetti garanti (le compagnie assicuratrici); cancellato l’obbligo, per il titolare del permesso di costruire, dello svolgimento di una gara per la realizzazione di lavori al di sotto della soglia comunitaria.

Si prevede poi, obbligatoriamente per le opere oltre i 20 milioni di euro, affidati con procedura ristretta, la cosiddetta «consultazione preliminare» sul progetto posto a base di gara; ritoccata anche la disposizione sul «caro-materiali», resa possibile per sforamenti oltre il 15% del prezzo rilevato con dm e relativo all’anno di presentazione dell’offerta, con l’eliminazione del requisito dell’eccezionalità delle circostanze (il 15% si ritiene di per se già eccezionale).

Per favorire l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti si dà la facoltà alle stazioni appaltanti di suddividere gli appalti in lotti e si stabilisce che per le grandi infrastrutture e per le opere compensative e integrative ad esse collegate, si debbano «garantire modalità di coinvolgimento delle piccole e medie imprese».

Fra le novità si segnala l’ampliamento dell’operatività della norma sulla revoca dei finanziamenti assegnati per opere di interesse strategico, possibile per finanziamenti assegnati entro il 31 dicembre 2009 e non più solo entro il 31 dicembre 2008.

Un rilevante pacchetto di disposizioni riguarda l’attrazione di capitali privati che verrebbe realizzata, in primis, con la defiscalizzazione, agendo su Ires ed Irap, quale contributo al finanziamento, per alcune opere immediatamente cantierabili individuate dal ministero infrastrutture e trasporti; i beneficiari sarebbero i concessionari privati che propongono interventi in project financing.

Prevista, sempre per le concessioni, la cessione di immobili a titolo di prezzo anche se l’opera è al di fuori della programmazione triennale. Si propone anche che le obbligazioni emesse dalla società di progetto abbiano lo stesso regime fiscale previsto per i titoli del debito pubblico».

Ulteriore leva per attrarre capitali privati è il contratto di disponibilità, forma di PPP che avrebbe ad oggetto un’opera di proprietà privata destinata all’esercizio pubblico.

Confermata anche la norma con la quale si propone che, in caso di costituzione di società miste per lo sviluppo di aree territoriali, la quota di investimento pubblico degli enti locali risulti esclusa dal computo del saldo finanziario ai fini del rispetto del patto di stabilità.

Un altro nutrito pacchetto di norme riguarda le accelerazioni procedurali per gli interventi in grandi infrastrutture, fra cui spicca la cosiddetta «approvazione unica del progetto preliminare» (come modifica all’art. 169-bis del Codice).

Vengono snelliti gli adempimenti successivi alla pubblicazione sulla G.u.ri. delle delibere Cipe relative alle grandi opere. Confermato, per il settore autostradale, il ripristino del modello di approvazione degli schemi di convenzione in vigore prima del 2006 (eliminati i passaggi al Cipe e alle commissioni parlamentari).

Introdotto l’istituto della «consultazione democratica sul modello del «débat public» per le grandi opere.

Per L’Anas si elimina la norma che prevedeva la gratuità della cessione delle partecipazioni nelle società concessionarie a partire dal primo gennaio 2012, in virtù della creazione dell’Agenzia.

 

In Sintesi

OPERE ED EDILIZIA

  • Revoca e rassegnazione dei finanziamenti assegnati fino a fine 2009
  • Defiscalizzazione Ires e Irap per alcune opere cantierabili in regime di concessione
  • Introduzione del contratto di disponibilità per opere private destinate a esercizio pubblico
  • Soppressa la norma sull’aggiudicazione al netto del costo del lavoro
  • Obbligo di suddivisione in lotti per favorire le pmi
  • Approvazione unica del progetto da parte del Cipe
  • Conferenza preliminare per opere oltre i 20 milioni
  • Responsabilità solidale del progettista e del validatore verso l’impresa di costruzioni
  • Niente gare per le opere di urbanizzazione di importo inferiore alla soglia comunitaria
  • Per le cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi soppressione dell’obbligo di presentare entro il 30 giugno di ogni anno una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente
  • Riutilizzo delle aree destinate alla realizzazione di Infrastrutture strategiche per il territorio e nuovi investimenti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili nei suoli non contaminati o per cui sia stato approvato un progetto di bonifica
  • Punito a norma dell’articolo 682 del codice penale (ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato) chiunque si introduca abusivamente nelle aree di interesse strategico per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Stessa pena per chi ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime

 

INTERNET

  • Identificazione e registrazione degli utenti che accedono a internet attraverso schede elettroniche (S.I.M.) abilitate al solo traffico telematico. Stessa cosa per chi utilizza postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni online o punti dl accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili. Gli utenti potranno essere identificati e registrati anche attraverso sistemi di riconoscimento via sms e carte di pagamento nominative.

REGISTRO IMPRESE

  • Le società di capitali che non hanno depositato i bilanci di esercizio da oltre cinque anni, né hanno ridenominato il capitale sociale in euro, sono sciolte senza nomina del liquidatore con provvedimento del conservatore del registro delle Imprese
  • Identificativo Rea per gli operatori di franchising. In regime di affiliazione commerciale, l’affiliato dovrà comunicare questa sua qualità al Repertorio delle notizie economiche ed amministrative (Rea) del Registro delle imprese presso cui è Iscritto, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto di affiliazione-franchising.

 

 

Tratto da Italia Oggi

Di Andrea Mascolini e Luigi Chiarello 25 ottobre 2011