Infrastrutture sgravate da costo del lavoro e burocrazia

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Defiscalizzazione per opere portuali, metropolitane e collegamenti stradali e ferroviari con i porti, nuovi criteri per le priorità sulle grandi opere, approvazione unica dei progetti, conferenza preliminare per lavori oltre i 20 milioni, suddivisione in lotti dei progetti, abrogazione della norma sul costo del lavoro e sugli affidamenti di progetti a trattativa privata fino a 193 mila euro.

Sono questi alcuni dei punti più rilevanti della manovra Monti illustrata ieri al parlamento dal presidente del Consiglio. In tema di programmazione delle opere, l’obiettivo è quello di ridefinire i criteri per le opere strategiche al fine di selezionare alcune specifiche opere da finanziare con capitali privati; affiancato a questo intervento si pone un coordinamento affidato ad un Comitato ministeriale che avrà il compito di unificare le linee di azione dei diversi soggetti aggiudicatari.

Il Ministero delle infrastrutture dovrà, con l’Unità tecnica finanza di progetto, verificare l’adeguatezza degli studi di fattibilità e la loro bancabilità. Importante anche l’accenno alla verifica dell’avanzamento dei lavori: il Ministero delle infrastrutture, con sopralluoghi ad hoc prove cederà a controllare l’andamento dei lavori, anche con protocolli di intesa con al Guardia di finanza.

La manovra prevede, al fine di snellire gli iter approvativi, la cosiddetta approvazione unica del progetto preliminare (che interviene sull’art. 169-bis del Codice): su proposta del Ministero delle infrastrutture è il Cipe ad approvare il preliminare, assicurando integrale copertura del progetto; la delibera di approvazione darà anche un termine perentorio per l’approvazione del progetto definitivo, pena la perdita del finanziamento.
Il progetto definitivo dovrà essere corredato da una dichiarazione del progettista, confermata dal Rup, che attesti:

a) che il definitivo rispetta le indicazioni date dal Cipe sul preliminare;

b) che il definitivo non determini varianti localizzative;

c) che il definitivo non comporti superamento del limite di spesa fissato nell’approvazione del preliminare da parte del Cipe.

Viene adottato un intervento di forte riduzione degli adempimenti successivi alla pubblicazione sulla Guri delle delibere Cipe: entro 60 gg. deve essere emanato il decreto che impegna le risorse e le delibere Cipe devono essere trasmesse alla Presidenza del Consiglio per la firma entro 30 giorni dalla seduta del Cipe.

Si prevede che il sistema di finanziamento delle infrastrutture tramite defiscalizzazione che, con la legge di stabilità era limitato alle opere autostradali, venga esteso alle opere portuali, alle opere ferroviarie metropolitane e a quelle di ammodernamento dei collegamenti stradali e ferroviari.

Previsti interventi prioritari per la messa in sicurezza delle grandi dighe al fini di garantire un controllo efficace; si prevedono accordi di programma che il Governo stima tali da attivare 500 milioni di euro e 50 milioni per indagini e progettazioni.

Viene prevista una riduzione dei tempi (stimati da 180 a 210 giorni) per avviare gli interventi di installazione di impianti tecnologici per strade e autostrade.

Per quel che concerne le opere cosiddette ordinarie, il decreto legge interviene con alcune mirate modifiche del Codice dei contratti pubblici innanzitutto ammettendo lo scorrimento in graduatoria per completare i lavori, in caso di impedimenti nella prosecuzione dell’appalto.

Viene poi abrogata la norma che prevede l’aggiudicazione al netto del costo del lavoro, così come quella, approvata con la legge statuto delle imprese, che consente di affidare a trattativa privata progetti e direzione dei lavori fino ai 193.000 euro di importo.

Si introduce un regime transitorio per le varianti che esclude il limite (50% dei ribassi d’asta) per gli interventi già progettati a livello esecutivo, o in fase di realizzazione.
Definita una disciplina transitoria per le conferenze di servizi su progetti preliminari pervenuti al Ministero delle infrastrutture e viene istituito lo strumento della conferenza preliminare sui progetti relativi a lavori oltre i 20 milioni per evitare riserve e varianti in corso d’opera Infine si chiede alle stazioni appaltanti di suddividere, ove possibile, i lavori in lotti, anche nei grandi lavori, garantendo le piccole e medie imprese.

Tratto da Italia Oggi di Andrea Mascolini – 6 dicembre 2011